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La Bayadère con le étoiles dell’Opéra di Parigi debutta al Teatro Costanzi

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Il Teatro dell’Opera di Roma porta in scena dal 3 all’8 febbraio La Bayadère nella versione coreografica di Benjamin Pech, con le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque al debutto al Costanzi. L’epopea indiana di Marius Petipa su musiche di Ludwig Minkus coinvolge anche gli ospiti internazionali Iana Salenko e Bakhtiyar Adamzhan.

Un balletto epico tra intrighi e passioni

“È un balletto epico, una vera epopea”, dichiara il coreografo Benjamin Pech. “Questa produzione è una sfida che coinvolge, assieme agli ospiti, ai danzatori del Corpo di Ballo e agli allievi della Scuola di Danza, tutti coloro che lavorano nell’ombra, dietro le quinte impegnati nei numerosi cambi di scena”. L’ambizioso spettacolo trasporta il pubblico in un universo onirico senza tempo, elegantemente esotico e contemporaneo, grazie alle scene dell’artista Ignasi Monreal, ai costumi di Anna Biagiotti e alle luci di Vinicio Cheli.

La partitura di Ludwig Minkus, composta per il balletto ideato da Petipa nel 1877, è affidata alla bacchetta del francese Fayçal Karoui che dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma. La storia, ispirata al poema indiano Sakuntala di Kalidasa, racconta gli amori tormentati del guerriero Solor e della baiadera Nikiya.

Cast internazionale di primo piano

I protagonisti dell’epopea indiana vedono alternarsi quattro ospiti internazionali nelle serate del 3 e 5 febbraio. Le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque debuttano al Costanzi, mentre Iana Salenko, Principal Dancer dello Staatsballett Berlin, e Bakhtiyar Adamzhan, Principal Dancer dell’Astana Opera, danzano il 4, 6 e 7 febbraio alle ore 20.

Salenko torna dopo il recente successo in Marco Spada di Lacotte, premiato come miglior produzione 2025 da Danza&Danza. Adamzhan ritrova il palcoscenico del Costanzi dopo l’indimenticabile interpretazione di Quasimodo in Notre-Dame de Paris di Petit nel 2021 e 2022. Completano il cast la prima ballerina Marianna Suriano e Mattia Tortora nelle recite del 7 febbraio ore 15 e 8 febbraio.

Nel ruolo della crudele e gelosa Gamzatti, futura sposa di Solor, si alternano l’étoile Susanna Salvi e la prima ballerina Federica Maine. L’Idolo d’oro è interpretato dal primo ballerino Simone Agrò e da Gabriele Consoli.

L’eredità artistica di Nureyev

Sae Eun Park, Paul Marque e il coreografo Pech si ritrovano a Roma sotto il segno di una grande eredità artistica, quella di Rudolf Nureyev al Palais Garnier. La coreana Park, formatasi nel suo paese natale, è entrata nel Ballet dell’Opéra nel 2011 e ha raggiunto il titolo di étoile nel 2021 al termine di Roméo and Juliet firmato da Nureyev.

Il francese Marque, dopo la scuola dell’Opéra, è entrato nella compagnia nel 2014. Ha conquistato il titolo di étoile nel 2020 proprio ne La Bayadère di Nureyev, dove interpretava l’Idolo d’oro. Pech, ex danzatore ed étoile dell’Opéra di Parigi, è cresciuto con La Bayadère e ha visto Nureyev lavorare a questo titolo, l’ultima creazione dell’artista per la compagnia parigina.

Una rivisitazione necessaria per il presente

“Dopo Il lago dei cigni, Eleonora Abbaganto mi ha proposto di pensare a un secondo lavoro coreografico per la compagnia”, racconta Pech. “L’idea di rileggere La Bayadère è arrivata naturalmente, è diventata una necessità. Conoscere questi balletti è importante per sapere da dove veniamo e capire dove andiamo. Riadattarli al mondo di oggi è un modo di tenerli vivi, perché devono continuare a esistere”.

Per la ripresa dello spettacolo Pech si avvale di due assistenti alla coreografia di prestigio: Isabelle Guérin, già étoile dell’Opéra di Parigi nominata da Nureyev nel 1985, ed Hervé Courtain, maître de ballet per Les Grands Ballets Canadiens.

Programma e informazioni pratiche

La prima de La Bayadère si tiene martedì 3 febbraio alle ore 20, preceduta dall’Anteprima Giovani di domenica 1° febbraio alle ore 16.30. Il balletto torna in scena mercoledì 4, giovedì 5 e venerdì 6 febbraio alle ore 20. Sabato 7 febbraio sono previste due rappresentazioni alle ore 15 e alle ore 20, mentre domenica 8 febbraio chiude la serie alle ore 16.30.

Lo spettacolo ha una durata di 2 ore e 10 minuti circa, con intervallo. I biglietti sono disponibili sul sito operaroma.it e al Botteghino dell’Opera di Roma.

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