HomeRubricheNuovi paesaggi o... nuovi strumenti?Fotografia Minima, del viaggiar leggeri e piani

Fotografia Minima, del viaggiar leggeri e piani

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Fotografia Minima, senza cercare definizioni elucubrate, possiamo dire che può significare semplicemente la ricerca.  Nel nostro percorso fotografico, cerchiamo una via leggera e piana sotto ogni aspetto. Come fare dunque per trovare questa via? Un metodo possibile è l’osservazione.

Fotografia Minima, l'Essenza
Orme nella sabbia Foto©Marco Baracco
Semplicità innanzitutto

Abbiamo già parlato in precedenza di quanto sia inutile e pesante preoccuparsi eccessivamente della propria attrezzatura fotografica. Soprattutto in questo periodo che precede la stagione estiva, mi preme ricordare un fattore primario. Le fotocamere di oggi supportano i parametri fondamentali di ripresa con una moltitudine di opzioni elettroniche. Queste, se non gestite con perizia, appesantiscono inutilmente la pratica.

Abbiamo anche sottolineato uno degli aspetti più utili: la lettura di libri fotografici d’autore. Lì possiamo constatare che grandi maestri hanno prodotto immagini, passate ormai alla storia, con mezzi semplicissimi, profonda esperienza e spirito di osservazione.

Questi ultimi tre elementi è bene considerarli come punti di partenza per sviluppare il percorso personale. Occorre utilizzare strumenti che presentano semplicità operativa, applicarsi con volontà e allenamento, curare la propria capacità di osservazione.

Fotografia Minima, l'Essenza
Codice a barca Foto©Marco Baracco
Attenta ricerca

Il web è il luogo virtuale ove trascorriamo buona parte della nostra quotidianità. Uno spunto di ricerca interessante allora è imparare a discernere tra gli innumeri canali tematici. Dirigiamo l’attenzione verso percorsi che abbiano contenuti didattici chiari e liberi da tecnicismi cattedratici. Diffidiamo degli atteggiamenti autoreferenziali dei cosiddetti guru. Per dirlo con parole famose, dalla Commedia, canto III del Purgatorio: «Che perder tempo a chi più sa, più spiace»…

Anch’io comunque impiego parte della mia ricerca analizzando i contenuti di alcuni siti, sia italiani sia stranieri, dove gli autori esprimono il loro pensiero con parole che posso definire “saggezza operativa”. Serietà e semplicità innanzitutto, nessun riferimento a doveri o strade obbligate, suggerimenti di esperienza vissuta sul campo e immagini dimostrative.

Per quanto concerne la ripresa, Fotografia Minima vuol dire anche imparare a fare pulizia nell’inquadratura, eliminare gli elementi non utili al messaggio, curare la composizione. In altre parole, togliere invece che includere, evitare la presenza di tutti gli elementi portatori di “rumore” nella trasmissione dei significati.

Silhouette of a person walking on a textured cobblestone street, seen from above, with strong shadows on either side.
Spaccanapoli Foto©Francesco Verolino
Un esempio emblematico

Nel suo canale Youtube Francesco Verolino, simpatico fotografo napoletano, presenta il suo pensiero fotografico con parole a cui sono molto vicino. Sul suo sito Francesco ci invita ad osservare un portfolio di immagini caratterizzate fortemente dal suo stile di ripresa. Luci, ombre, contrasti, arricchiscono il messaggio con significati profondi, coinvolgendo la visione “di presenza”.

È un ottimo esempio di come le fotografie, prese singolarmente o in sequenza, hanno la capacità di costruire compiutamente la comunicazione. Per chi volesse approfondire – ribadisco che i libri sono fondamentali – suggerisco (oltre alla visione del sito) SLOW PHOTOGRAPHER, manuale di fotografia calma e creativa.

Un esempio emblematico: anche qui Fotografia Minima è sinonimo di espressione interiore attraverso l’Essenza. Siamo esseri senzienti, siamo tutti Uno.

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