A venticinque anni dall’addio alla Casa Bianca, Bill e Hillary Clinton si apprestano a un, nuovo, showdown legale con i repubblicani della Camera che li hanno costretti a testimoniare nell’inchiesta del Congresso sul caso Epstein.
La prima a deporre, nella casa dei Clinton a Chappaqua, nello stato di New York, sarà oggi Hillary, mentre l’ex presidente testimonierà domani. La location per la deposizione è stata negoziata dagli avvocati dei Clinton, David Kendall e Cheryl Mills, con il presidente della Commissione di Vigilanza, James Comer, per evitare l’immagine poco dignitosa di un ex presidente convocato a deporre al Congresso. In effetti, Comer non si era fatto molti problemi ad avviare la procedura per dichiarare l’ex presidente e l’ex first lady, nonché ex segretario di Stato e candidata alla Casa Bianca, colpevoli di oltraggio al Congresso di fronte al loro rifiuto di rispettare il mese scorso un mandato di comparizione definito “non valido e non applicabile dal punto di vista legale” perché parte di un piano dei repubblicani per colpirli.
Alla vigilia del voto effettivo della mozione, che avrebbe potuto quindi portare alle incriminazioni penali per i Clinton, l’ex coppia presidenziale ha accettato in extremis di deporre, con i loro legali che hanno avviato i negoziati che hanno portato alla testimonianza di oggi e domani. Secondo quanto riporta la Cnn, in questi giorni i Clinton sono stati impegnati a prepararsi, a volte insieme, a volte separati, per rinfrescare la memoria sugli anni in cui hanno frequentato Epstein e per approntare una linea difensiva e di attacco contro le domande ostili che si aspettano dai repubblicani.
Borge Brende ha annunciato oggi, giovedì 26 febbraio, le sue dimissioni dalla carica di presidente del World Economic Forum, che organizza il vertice annuale di Davos, dopo le rivelazioni sui suoi legami con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein. “Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dall’incarico di presidente e ceo del World Economic Forum”, ha dichiarato l’ex ministro degli esteri norvegese in una nota, aggiungendo di ritenere che “ora sia il momento giusto perché il Forum possa continuare il suo importante lavoro senza distrazioni”.