Il Teatro Franco Parenti presenta dal 3 al 14 febbraio nella Sala Tre I corpi che non avremo, spettacolo che esplora il rapporto conflittuale tra corpo reale e perfezione digitale. La produzione di Ensemble Teatro, scritta da Francesco Toscani e diretta da Andrea Piazza, affronta il dismorfismo digitale attraverso la storia di un trentatreenne milanese.
L’opera, vincitrice del bando MiC e SIAE “Per Chi Crea”, mette in scena Mattia (interpretato da Fabrizio Calfapietra), che celebra il suo 33esimo compleanno nella solitudine del proprio monolocale. La sua esistenza, scandita da notifiche e consumo ossessivo di social media, viene sconvolta dall’apparizione dell’Altro (Simone Tudda), figura enigmatica che lo costringe a confrontarsi con i propri traumi.
Un viaggio nel trauma dell’inadeguatezza corporea
Lo spettacolo ricostruisce il percorso che ha portato Mattia alla percezione distorta del proprio corpo. La narrazione scivola dall’appartamento metropolitano a un campetto di provincia, dove il protagonista bambino scopre per la prima volta lo sguardo giudicante degli altri. Quel momento segna l’inizio di una frattura: il corpo smette di essere casa per diventare prigione.
La regia di Andrea Piazza traduce questa tensione attraverso un linguaggio multidisciplinare. Le video-installazioni di Daniele Zen simulano il flusso ipnotico dei social media, mentre le scene di Alice Vanini e i costumi di Michele Corizzato completano l’universo visivo dello spettacolo.
Il percorso culmina in una trasfigurazione radicale. Mattia cerca di liberarsi dalla “prigione del tempo” attraverso un rituale di spoliazione, tentando di diventare pura forma digitale per raggiungere quella perfezione che la realtà biologica gli nega.
Il dismorfismo digitale sul palcoscenico
L’opera esplora una patologia contemporanea sempre più diffusa. Il dismorfismo digitale nasce dalla costante esposizione a modelli estetici filtrati e irraggiungibili, che alterano la percezione di sé fino a rendere insopportabili i segni naturali del proprio corpo.
“L’algoritmo non si limita a servire contenuti, ma plasma attivamente la nostra identità”, spiega il comunicato dello spettacolo. La carne reale diventa così territorio di conflitto permanente rispetto agli ideali proposti dal mondo digitale.
Francesco Toscani, autore del testo e vincitore del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2025, rappresenta una delle voci più interessanti della nuova drammaturgia italiana. I suoi testi indagano le fratture dell’identità contemporanea con linguaggio affilato e poetico.
Andrea Piazza protagonista della stagione Parenti
Con questo debutto, il Teatro Franco Parenti conferma la scommessa sui nuovi linguaggi teatrali. Il regista trentenne Andrea Piazza firma tre spettacoli in questa stagione: oltre a I corpi che non avremo, dirigerà la prima assoluta di Il mio nome è Maria Stuarda con Marina Rocco e la ripresa di Parlami come la pioggia di Tennessee Williams.
Quest’ultimo spettacolo vede protagonisti Francesco Sferrazza Papa e Valentina Picello, neovincitrice del premio della critica ANCT 2025 e Ubu come Miglior Attrice 2025.
Ensemble Teatro, compagnia nata a Milano nel 2021 dall’unione di diplomati della Civica Scuola Paolo Grassi, si distingue per il lavoro sulle contraddizioni del presente. Tra i progetti principali figurano Edoardo II, vincitore Next Lombardia, e Inégalité, spettacolo accessibile per disabilità visive al Teatro Elfo Puccini.
Informazioni pratiche
Lo spettacolo si rappresenta dal martedì alla domenica con orari variabili: feriali alle 20.15 o 20.30, venerdì e sabato alle 19.00, domenica alle 16.30. I biglietti costano 22 euro intero, 16 euro under30 e 17 euro con convenzioni, esclusi i diritti di prevendita.
Le prenotazioni sono disponibili presso la biglietteria di via Pier Lombardo 14 (telefono 02 59995206) o via email all’indirizzo biglietteria@teatrofrancoparenti.it. Lo spettacolo contiene scene di nudo integrale.