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Edmund de Waal alla Collezione Guggenheim per un incontro sulla ceramica di Lucio Fontana

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La Collezione Peggy Guggenheim ospita martedì 4 febbraio alle 17 Nuove riflessioni sulla ceramica di Lucio Fontana, incontro dedicato a uno degli aspetti meno noti dell’opera dell’artista argentino. L’appuntamento si tiene al Teatrino di Palazzo Grassi con la partecipazione di Edmund de Waal, tra i più autorevoli esperti contemporanei di ceramica.

L’iniziativa nasce in occasione della mostra Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana, in corso alla Collezione fino al 2 marzo 2026. Si tratta della prima esposizione museale dedicata interamente alla produzione ceramica dell’artista, un capitolo meno conosciuto ma decisivo della sua ricerca artistica. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Un dialogo interdisciplinare sulla ceramica spazialista

L’incontro coinvolge studiosi che hanno contribuito alla ricerca sulla scultura ceramica di Fontana, ampliando la comprensione del suo linguaggio. La presenza di storici dell’arte, architetti e studiosi del design arricchisce la prospettiva interdisciplinare su questo medium.

Sharon Hecker, storica dell’arte e curatrice della mostra, aprirà l’appuntamento insieme a Luca Massimo Barbero, consulente scientifico della Fondazione Lucio Fontana e autore del catalogo ragionato delle sculture ceramiche dell’artista. Il dialogo proseguirà con alcuni autori del catalogo che accompagna l’esposizione: Raffaele Bedarida, Luca Bochicchio, Elena Dellapiana, Paolo Scrivano e Yasuko Tsuchikane.

L’obiettivo è ripercorrere le connessioni che nel secondo dopoguerra si sono create tra ceramica, architettura, design e cultura visuale. Un cambio di prospettiva per osservare Fontana attraverso un materiale artigianale che ha anticipato molte delle sue ricerche successive.

Edmund de Waal, maestro della ceramica contemporanea

Il momento culminante dell’incontro sarà l’intervento di Edmund de Waal, scrittore, artista e ceramista britannico che negli ultimi vent’anni ha ridefinito la percezione della ceramica contemporanea. Il suo lavoro ha portato il medium al centro di questioni come memoria, diaspora e narrazione materiale.

De Waal ha collaborato con istituzioni internazionali dal Rijksmuseum di Amsterdam al British Museum di Londra, dal Musée Nissim de Camondo di Parigi alla Frick Collection di New York. Parallelamente si è affermato come scrittore con libri che intrecciano memoir familiare, storia culturale e geografie dell’esilio.

Tra le sue opere letterarie spiccano Un’eredità di avorio e ambra, Bianca la strada e Lettere a Camondo. I numerosi riconoscimenti includono il Windham-Campbell Prize della Yale University (2015), l’Isamu Noguchi Award (2023) e il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres (2024).

La ceramica come chiave dello Spazialismo

L’appuntamento propone una lettura più ampia del lavoro di Fontana e del suo rapporto con i materiali. La ceramica, spesso percepita come linguaggio laterale, è stata in realtà decisiva nel suo percorso verso lo Spazialismo.

La mostra Mani-Fattura riporta al centro dell’attenzione un capitolo che Fontana ha coltivato con coerenza e passione per tutta la carriera. Le opere ceramiche rivelano la ricerca di nuove dimensioni spaziali che avrebbe poi caratterizzato i celebri tagli e buchi delle tele.

L’evento è organizzato con il supporto del Guggenheim UK Charitable Trust e di un sostenitore che ha scelto di rimanere anonimo. Si ringrazia Palazzo Grassi – Punta della Dogana – Pinault Collection per l’ospitalità.

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