Quattro appuntamenti, sei giorni, un solo filo conduttore: il cinema di montaggio di Giuseppe Bertolucci come pratica di archeologia emotiva. Dal 26 al 31 maggio 2026 il Cinema Intrastevere ospita Oggetti smarriti: in cerca di Giuseppe Bertolucci, retrospettiva inserita nella quarta edizione di UnArchive Found Footage Fest, il festival romano dedicato al cinema d’archivio e al found footage ideato dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.
La rassegna, promossa in collaborazione con la Fondazione Bernardo Bertolucci, ripercorre alcune delle opere più intense del regista emiliano, lavori in cui il materiale d’archivio si trasforma in racconto poetico, politico e profondamente umano. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Si parte dal Sessantotto: martedì 26 maggio
Ad aprire il programma, martedì 26 maggio alle 18.00 in Sala 2, è In cerca del Sessantotto – Tracce e indizi (Italia, 1996, 74 minuti), introdotto da Mimmo Rafele e Lidia Ravera. Il film attraversa il Sessantotto italiano e internazionale come una grande mappa emotiva e politica, costruita da Bertolucci come un dizionario sentimentale del ’68 organizzato in oltre venti voci — da Alluvione a Consumismo, da Fiat a Polizia — intrecciando materiali d’archivio, memoria personale e riflessione storica.
Dalle occupazioni universitarie alla battaglia di Valle Giulia, dal maggio francese alle lotte dei neri americani, il film restituisce la complessità di un’epoca che ha ridefinito linguaggi, ideologie e immaginari collettivi. Nelle parole dello stesso Bertolucci: È stato uno dei momenti più felici e più strazianti della mia vita. La scelta dell’ordine alfabetico, spiegava il regista, nacque come tentativo di mettere ordine nell’emozione e nella memoria.
La rabbia di Pasolini: mercoledì 27 maggio
Mercoledì 27 maggio alle 17.30, sempre in Sala 2, è in programma La rabbia di Pasolini (Italia, 2008, 83 minuti). L’introduzione è affidata ad Alessia Cervini, che presenterà il suo volume La rabbia. Un film di Pier Paolo Pasolini (Cronopio, 2025).
Il film nasce dall’esigenza di ricostruire il progetto originario concepito da Pier Paolo Pasolini nel 1963 a partire dai cinegiornali Mondo Libero di Gastone Ferranti e da materiali provenienti dall’Europa dell’Est e dall’Inghilterra. Pasolini immaginava un’opera poetica e politica capace di leggere il mondo moderno attraverso guerre, rivoluzioni, colonialismo, boom economico e conflitti ideologici. Il produttore impose però una trasformazione radicale, affidando metà del film a Giovannino Guareschi secondo una logica di contrapposizione destra-sinistra.
Nel 2008 Giuseppe Bertolucci, insieme a Tatti Sanguineti, decise di restituire forma all’opera incompiuta, ricostruendo idealmente la parte sacrificata del film originale. Il risultato è un film-saggio che unisce poesia, politica e immagini d’archivio in un flusso di forte intensità evocativa. Come scrive Carlo Di Carlo, La rabbia è un testo in poesia espresso per immagini, con la rabbia in corpo: una denuncia contro il conformismo borghese, la banalità e il potere.
Poesia e televisione: giovedì 28 maggio
Giovedì 28 maggio alle 16.30 in Sala 2 la retrospettiva prosegue con una doppia proiezione. In cerca della poesia – Tracce e indizi (Italia, 1998, 52 minuti) è accompagnato da In cerca di Eugenio Montale (Italia, 1996, 30 minuti), realizzato in collaborazione con Rai Teche.
In questi lavori Bertolucci esplora la poesia non soltanto come forma letteraria, ma come presenza nascosta nelle immagini, nelle voci, nei frammenti audiovisivi custoditi negli archivi Rai. Il regista attraversa i palinsesti in ogni direzione, interessato a capire come la televisione abbia utilizzato, nel corso degli anni, modalità e modelli della poesia. Attraverso moviole, vecchi rulli e materiali dimenticati, riporta alla luce testimonianze e riflessioni di grandi protagonisti della cultura italiana, trasformando il cinema d’archivio in uno spazio di meditazione sulla memoria. Un lavoro che si muove continuamente tra sacro e profano, tra documento e suggestione poetica.
Chiusura con Sonia Bergamasco: domenica 31 maggio
A chiudere il percorso, domenica 31 maggio alle 19.00 in Sala 1, è Pasolini prossimo nostro, introdotto dall’attrice Sonia Bergamasco. Un finale che riporta al centro il rapporto profondo tra Bertolucci e Pasolini, filo che attraversa l’intera retrospettiva.
Il festival si svolge al Cinema Intrastevere, in Vicolo Moroni 3, Roma. Tutte le proiezioni sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Il programma completo è disponibile su unarchivefest.it.