HomeRubricheNuovi paesaggi o... nuovi strumenti?Jeff Wall e la fotografia quasi istantanea

Jeff Wall e la fotografia quasi istantanea

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Jeff Wall e la fotografia quasi istantanea
Jeff Wall Mimic

Da un po’ di tempo sente parlare spesso di fotografia di strada. Forse, frequentemente in contesti per addetti ai lavori, definirsi street photographer risuona più che altro come etichetta di stile. Comunque, almeno da una decina d’anni il genere sta vivendo un periodo di riflusso. Jeff Wall è andato oltre. L’uso di luci e forme è personalizzazione di quella che egli ha definito “fotografia quasi istantanea”.

 

Lo spunto

Jeff Wall, The Thinker
Jeff Wall The Thinker

Una buona parte dei fotografi, soprattutto in campo amatoriale, spesso non riesce ad andare oltre l’immediato scatto del momento. Camminando per strada, seduti in un bar, a teatro o in altri contesti dove si svolgono attività umane, sovente ci si affida al colpo d’occhio per fermare fotogrammi della circostanza che si sta vivendo. Una scena di vita quotidiana può offrire spunti fotografici, a volte simpatici per ironizzare, oppure drammatici per documentare.

È un ottimo allenamento per seguire l’ispirazione e imparare a corredare la foto degli elementi che contribuiscono a “scrivere” il messaggio. In altre parole, talvolta si rischia che il risultato in termini di lettura – per usare un eufemismo – sia piuttosto “leggero”. Paesaggi urbani, appartamenti, locali pubblici, scene di vita, contenitori per racconti immediati. È però necessario un qualcosa in più per realizzare un messaggio efficace.

L’autore
Jeff Wall, Morning Cleaning
Jeff Wall Morning Cleaning

Il caso di Jeff Wall – in mostra a Torino, presso Gallerie d’Italia, sino al 1° febbraio 2026 – è emblematico. Il suo lavoro rappresenta un esempio di come sia possibile costruire la storia in maniera pulita, senza artefatti evidenti, con la chiarezza derivante da un modo di vedere la realtà come oggetto della comunicazione. A partire dai suoi light box, contenitori che retroilluminano diapositive di grande formato, l’autore ci parla attraverso la sua “fotografia quasi istantanea”.

Come descritto dal curatore David Campany: «da oltre 40 anni si muove tra la messa in scena spettacolare e l’osservazione documentaria, realizzando immagini che esplorano ogni aspetto della società contemporanea: allo stesso tempo familiari e inquietanti, elevano le situazioni di tutti i giorni a contesti strani e onirici». Alcune immagini sono istantanee quasi ordinarie e realistiche, che ritraggono persone nelle loro attività abituali. Il grosso del lavoro invece impiega attori e modelli in ambientazioni attentamente studiate, perché per Wall ciò che conta davvero è «l’immagine, non la sua genesi».

L’invito
Jeff Wall, fotografia quasi istantanea, A woman with a necklace
Jeff Wall A woman with a necklace

Lasciando come di consueto la parola all’osservatore, suggerisco di vedere le fotografie con mente aperta e semplice curiosità, in modo che ognuno possa rispondere direttamente all’invito di Jeff Wall: «Sia dalla letteratura che dal cinema ho imparato che nelle immagini si nasconde una sorta di “scrittura”. Per poter iniziare a realizzare una fotografia devo in qualche modo scriverne il soggetto, definirlo con almeno poche parole. Poi, durante il processo di creazione dell’immagine, cancello quelle parole. Sono gli spettatori a riscrivere ciò che ho cancellato, ma non possono farlo esattamente come ho ho fatto io».

La mostra

Jeff Wall e la “fotografia quasi istantanea” in mostra a Torino, Gallerie d’Italia, fino al 1° febbraio 2026.

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