Il celebre regista Luca Guadagnino, noto per capolavori cinematografici come Chiamami col tuo nome e Challengers, approda per la prima volta al teatro con Stabat Mater, il potente monologo di Antonio Tarantino. Lo spettacolo, interpretato da una straordinaria Fabrizia Sacchi, va in scena dal 13 al 18 gennaio 2026 nella Sala Blu del Teatro Franco Parenti di Milano.
Un monologo tra sacro e profano nella Milano teatrale
Il debutto teatrale di Guadagnino rappresenta un momento significativo nel panorama teatrale italiano contemporaneo. Il regista, reduce dal successo di Queer presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, porta sul palcoscenico la storia di Maria Croce, una donna del Sud emigrata a Torino che riversa la sua disperazione in un dialetto napoletano crudo e poetico.
Stabat Mater si configura come un’esperienza teatrale intensa, dove la tradizione religiosa medievale incontra la contemporaneità più brutale. La protagonista, sola e abbandonata, si rivolge al suo “Giuvà” con una litania che oscilla tra il comico e il tragico, coinvolgendo nel suo dolore un intero presepio di personaggi dannati.
La regia di Luca Guadagnino incontra la potenza interpretativa
Fabrizia Sacchi, definita “dolorosamente autentica”, porta in scena un personaggio che incarna il lato più umano del dolore materno. La regia di Guadagnino, coadiuvato da Stella Savino, trasforma il testo di Tarantino in una preghiera laica di redenzione, dove ogni parola diventa un grido di esistenza.
La scrittura di Antonio Tarantino, caratterizzata da malaproprismi linguistici e commistioni dialettali, trova nella sensibilità visiva del regista siciliano una nuova dimensione espressiva. Il muro di parole della protagonista si trasforma in una preghiera di eternità per sé e per il figlio in carcere.
Dal cinema al teatro: un percorso artistico in evoluzione
Questo debutto teatrale si inserisce in un momento di particolare creatività per Guadagnino, che sta lavorando a un progetto cinematografico ispirato a Camere separate di Pier Vittorio Tondelli. Il regista traccia così percorsi paralleli tra teatro e cinema, esplorando le connessioni tra due giganti della letteratura italiana contemporanea.
La produzione, firmata da Argot Produzioni, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, in co-produzione con Teatro delle Briciole e Fondazione Sipario Toscana Onlus, testimonia l’importanza di questo evento culturale nel panorama teatrale nazionale.
Lo spettacolo, della durata di un’ora, rappresenta un’occasione unica per vedere all’opera il talento registico di Guadagnino in una dimensione inedita, dove l’intimità del teatro amplifica la sua capacità di esplorare le profondità dell’animo umano.