HomeSpettacoloCinemaA schermo pieno: quando Eni finanziava il cinema italiano

A schermo pieno: quando Eni finanziava il cinema italiano

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Dal neorealismo agli anni Ottanta, il rapporto tra Eni e il cinema italiano è stato più stretto di quanto si ricordi. Il Museo Nazionale del Cinema di Torino lo racconta dal 21 maggio al 24 agosto 2026 con la mostra A schermo pieno. Eni nel cinema italiano, un percorso che ricostruisce decenni di finanziamenti, produzioni e cortometraggi commissionati dalla compagnia petrolifera di Stato.

La mostra nasce da una ricerca d’archivio approfondita e porta alla luce materiali in gran parte inediti: pellicole, documenti, fotografie di scena e manifesti che testimoniano come Eni, sotto la guida di Enrico Mattei, abbia investito nel cinema non solo come strumento di comunicazione aziendale ma come vera e propria politica culturale. Tra i registi coinvolti figurano nomi che hanno segnato la storia del cinema italiano.

Mattei e il cinema come strumento di potere culturale

L’intuizione di Enrico Mattei fu precoce: il cinema poteva raccontare l’Italia che cambiava, le trivelle nel deserto, i lavoratori delle raffinerie, il miracolo economico visto dall’interno di un’azienda di Stato. Eni commissionò documentari, sostenne lungometraggi, aprì spazi di produzione. Il risultato fu un corpus filmico eterogeneo, che va dai documentari industriali ai film di finzione, passando per i cortometraggi d’autore.

La mostra ricostruisce questa stagione attraverso proiezioni, installazioni e materiali d’archivio. Il percorso espositivo è organizzato per nuclei tematici che seguono l’evoluzione del rapporto tra l’azienda e il mondo del cinema, dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Ottanta.

Un archivio ritrovato: le pellicole inedite

Tra i materiali esposti spiccano pellicole mai mostrate al pubblico, recuperate dagli archivi Eni e restaurate per l’occasione. Accanto ai film, la mostra presenta documenti contrattuali, corrispondenze tra dirigenti aziendali e registi, bozzetti di manifesti e fotografie di lavorazione. Un archivio che permette di leggere il cinema come fonte storica e di capire come un’azienda pubblica abbia usato le immagini per costruire la propria identità.

La mostra è curata in collaborazione con Fondazione Eni Enrico Mattei e con il contributo di storici del cinema e archivisti. L’ingresso è compreso nel biglietto del museo.

Al Museo Nazionale del Cinema fino ad agosto

La sede è la Mole Antonelliana, simbolo di Torino e casa permanente del Museo Nazionale del Cinema. La mostra occupa gli spazi espositivi dedicati alle mostre temporanee e si affianca al percorso permanente del museo. Aperta dal 21 maggio al 24 agosto 2026.

Gli orari seguono quelli del museo: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 20, il sabato fino alle 23. Chiuso il martedì. Per informazioni e prenotazioni: www.museocinema.it.

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