La fotografia dei prestiti di questo periodo racconta un mercato in ripresa ma ancora caro per i consumatori, con un costo del credito che rimane più alto rispetto alla media dell’area euro. Il credito al consumo continua a trainare la domanda, mentre i tassi, pur mostrando segnali di allentamento su alcune linee, restano selettivi e molto sensibili al profilo di rischio del richiedente. La sfida per famiglie e imprese è orientarsi tra offerte numerose e simili tra loro, con attenzioni mirate verso il reale impatto di TAN, TAEG, spese accessorie e durata sul costo totale del finanziamento.
I dati più recenti confermano una corsa del credito al consumo nel secondo trimestre 2025: stock in crescita a circa 173,9 miliardi di euro (+1,7% sul trimestre precedente, +5,25% su base annua) e tassi effettivi significativamente superiori alla media dell’area euro.
Ad agosto 2025 il TAEG sulle nuove operazioni personali è salito fino a circa il 10,29%, con l’Italia ai primi posti per incidenza del credito al consumo sul totale dei prestiti, pari al 19,1% contro l’11,2% dell’area euro.
I consumatori più attenti, a tal proposito, danno sempre uno sguardo a portali di comparazione online affidabili, come per esempio Prestiti.it, grazie ai quali individuare a colpo d’occhio i tassi più convenienti. Si tratta di una prassi divenuta comune e che, insieme ai dati che abbiamo preso in analisi, ci restituisce una fotografia di un Paese ben avvezzo a prestiti di piccole liquidità.
Che cosa dicono i dati: volumi in aumento
Le rilevazioni di First Cisl indicano che nel secondo trimestre 2025 i finanziamenti personali sono cresciuti sia su base congiunturale sia tendenziale, con ripresa anche dei prestiti complessivi alle famiglie (+2,3% anno su anno).
L’anomalia italiana resta il costo: il TAEG medio sulle nuove operazioni personali, attestato ad agosto intorno al 10,29%, è più alto della media dell’area euro (8,25%) e di Paesi come Francia e Germania; allo stesso tempo, la quota del credito al consumo sul totale dei prestiti in Italia si mantiene su livelli strutturalmente elevati, al 19,1% ad agosto (fonte: First Cisl 17/10/2025, link sopra).
Sul fronte mutui, l’estate ha visto un leggero peggioramento delle condizioni a cavallo tra luglio e agosto, con TAEG in risalita dal 3,61% al 3,67%, un movimento coerente con l’andamento dell’area euro e con dinamiche simili in Germania e Francia.
Anche gli indicatori di rischio mostrano una lieve risalita: il tasso di deterioramento dei prestiti alle famiglie, misurato sul numero degli affidati, è salito dallo 0,207% di marzo allo 0,224% di giugno 2025, con criticità più marcate nel Mezzogiorno, in particolare in Sicilia, Calabria e Molise. Nel frattempo prosegue l’espansione della cessione del quinto, quasi raddoppiata dal 2011 a giugno 2025 e considerata sensibile per gli effetti sociali legati al rischio di sovraindebitamento.
Scenari futuri e buone pratiche
Riguardo i prossimi trimestri, gli osservatori di settore sottolineano due direttrici. La prima è regolamentare, e riguarda il recepimento della direttiva Ue 2023/2025 sul credito al consumo, atteso entro novembre, che introduce strumenti più robusti di prevenzione e gestione del sovraindebitamento, tra cui il “debt advice” come rete di consulenza legale, economica e psicologica, oltre a nuovi standard più elevati di trasparenza informativa.
La seconda è congiunturale: i tagli BCE hanno iniziato a filtrare, ma l’effetto sui tassi ai clienti finali resta graduale e disomogeneo per canale, durata e rischio, per cui la dispersione tra offerte rimarrà elevata. Quindi per i consumatori la scelta del prestito dovrà riguardare per lo più il TAEG effettivo, cioè verificando voci di costo e penali così da ricostruire il totale dovuto sull’intera durata.
C’è poi da ragionare in termini di sostenibilità della rata in scenari avversi, elemento che interessa soprattutto chi sceglie formule rigide come la cessione del quinto, il quale comporta impegni pluriennali difficilmente comprimibili.
E per finire, è importante prestare attenzione sempre alla coerenza tra durata e finalità: allungare troppo i piani per alleggerire la rata può aumentare il costo totale ben oltre i benefici immediati.