Lo scrittore fiorentino conquista la quindicesima edizione del Premio Lattes prestigioso riconoscimento letterario grazie al voto di 400 studenti da tutta Italia. La cerimonia di ieri ad Alba ha celebrato anche l’autrice etiope Maaza Mengiste con il Premio Speciale.
Una vittoria decretata dalle nuove generazioni
Sandro Veronesi porta a casa un altro importante riconoscimento della sua carriera con “Settembre nero”, pubblicato da La nave di Teseo. Il romanzo ha conquistato ieri sera la XV edizione del Premio Lattes Grinzane durante la cerimonia al Teatro Sociale Busca di Alba, battendo una rosa di finalisti internazionali di altissimo livello.
La particolarità di questo premio risiede nella sua giuria: sono stati 400 studenti delle scuole superiori, provenienti da 24 istituti distribuiti tra Italia e mondo, a decidere il vincitore. Un meccanismo che da quindici anni coinvolge le giovani generazioni nella lettura critica della narrativa contemporanea, creando un ponte virtuoso tra letteratura e formazione.
Un’estate del 1972 che parla al presente
“Settembre nero” immerge i lettori nell’estate italiana del 1972 attraverso gli occhi di Gigio, un adolescente alle prese con la scoperta dell’amore e il crollo delle certezze familiari. La storia si snoda tra spiagge, primi amori e le contraddizioni di un’Italia che faticava a diventare multiculturale.
Il romanzo prende il titolo dal gruppo terroristico che massacrò gli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco, un evento che segnò drammaticamente quell’anno. Veronesi intreccia la dimensione privata e universale dell’adolescenza con il peso della Storia, creando una narrazione che oscilla tra tenerezza e tensione.
La giuria tecnica ha particolarmente apprezzato la capacità dell’autore di catturare “l’odore di sole” di quell’epoca: un mix di plastiche, creme e pelli sudate che ricrea atmosfere irripetibili. Il protagonista Gigio vive il suo primo amore con Astel in un contesto dove l’esotismo si mescolava pericolosamente con il razzismo latente, mentre gli adulti si dimostrano incapaci di proteggere i giovani dalle brutture del mondo.
Premio Lattes: una competizione letteraria di respiro internazionale
La cinquina finalista rappresentava un campionario delle migliori voci narrative contemporanee. Accanto a Veronesi gareggiavano lo scrittore francese di origini algerine Mathieu Belezi con “Attaccare la terra e il sole” (Gramma Feltrinelli), la tedesca Jenny Erpenbeck con “Kairos” (Sellerio), l’irlandese Paul Lynch con “Il canto del profeta” (66thand2nd) e la cilena Alia Trabucco Zerán con “Pulita” (Sur).
Proprio Belezi sarà oggi protagonista a Cervo, nell’ambito della rassegna “Cervo in Blu d’inchiostro”, in dialogo con Walter Scavello del Liceo Cassini di Sanremo e Francesca Rotta Gentile. Un appuntamento che conferma la dimensione itinerante e diffusa del premio sul territorio.
Maaza Mengiste e la sua lettera al nostro tempo
La cerimonia di ieri ha riservato un momento di particolare intensità con la lectio magistralis di Maaza Mengiste, scrittrice etiope insignita del Premio Speciale Lattes Grinzane. Il riconoscimento viene attribuito ad autori internazionali di fama consolidata che abbiano saputo conquistare critica e pubblico nel tempo.
Mengiste ha scelto la forma della lettera per la sua riflessione, ponendo una domanda provocatoria e attuale: “Anche tu, come me, senti che siamo un passo più in là rispetto alla giusta sequenza delle cose?”. Un’analisi lucida e appassionata che ha toccato le inquietudini del presente, collegandosi idealmente ai temi del romanzo vincitore.
Premio Lattes, un premio che cresce con i suoi lettori
In quindici anni di attività, il Premio Lattes Grinzane ha coinvolto quasi 5000 studenti appartenenti a 330 istituti scolastici. La rete si estende oltre i confini nazionali, abbracciando scuole italiane a Buenos Aires, Parigi, Barcellona, Istanbul, Praga, Bruxelles, Atene, Madrid e Lima, da cui proviene una delle giurie di quest’anno.
Oltre 70 case editrici hanno partecipato alle diverse edizioni, proponendo opere dei loro autori. Un ecosistema culturale che dimostra come la letteratura possa diventare strumento di educazione alla lettura critica e al confronto tra generazioni.
La cerimonia si è inserita nel ricco programma della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, creando una sinergia tra eccellenze enogastronomiche e culturali del territorio piemontese. Un connubio che valorizza la dimensione multidimensionale della cultura italiana, dove tradizione culinaria e letteraria dialogano e si rafforzano reciprocamente.
Il Premio conferma così la sua vocazione a essere ponte tra passato e futuro, tra territori e generazioni, tra la grande letteratura e i suoi lettori di domani.