HomeViaggiSlow-mo travel: 7 giovani su 10 preferiscono il viaggio alla meta

Slow-mo travel: 7 giovani su 10 preferiscono il viaggio alla meta

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Il viaggio conta quanto la destinazione finale. È la nuova filosofia che guida 7 giovani su 10 secondo il Global Travel Trends Report 2025 e lo studio di McKinsey & Skift. Oltre metà della Gen Z investe cifre elevate nelle esperienze, sacrificando voli o shopping pur di vivere momenti autentici. Nasce così il meaningful travel.

Il fenomeno si traduce nello slow-mo travel, dove micro-trend come souljourn e puddling ridefiniscono il turismo 2026. “Il viaggio è oggi un percorso che si assapora passo dopo passo, un modo di esplorare che intreccia benessere, scoperta e relazione con ciò che ci circonda”, spiega Rosa Giglio, Head of Brand Marketing di BWH Hotels Italy & South-East Europe.

La rivoluzione del turismo consapevole

Le nuove generazioni non cercano più solo una destinazione da visitare, ma un racconto da vivere. Il 70% di Millennial e Gen Z pianifica itinerari che valorizzano il viaggio in sé, mentre il 52% della Gen Z investe cifre elevate nelle esperienze, contro il 29% dei Baby Boomer.

Su Instagram l’hashtag Never stop exploring ha raggiunto 30 milioni di post. Il mercato globale delle esperienze di viaggio vale oltre 1 trilione di dollari, destinato a superare i 3 trilioni considerando tutte le attività.

Lo slow-mo travel nasce da un paradosso: viaggiatori spinti dalla FOMO (Fear Of Missing Out) scelgono mete iconiche, ma una volta arrivati rallentano il ritmo. Trasformano l’urgenza in lentezza consapevole.

I 7 trend che domineranno il 2026

Soft reset o Souljourn: il bisogno di fermarsi e resettare la mente. Nel 2026 la motivazione principale sarà “riposare e ricaricarsi” (56%), seguita dal desiderio di natura (37%) e migliorare la salute mentale (36%). BWH Hotels registra un aumento superiore al 20% nelle prenotazioni per destinazioni secondarie italiane come Lecce, Reggio Emilia, Cesena, Lucca e Bergamo.

Puddling: viaggiare verso luoghi raccolti e silenziosi – laghi, stagni, comunità tranquille. Crescono i soggiorni weekend nei piccoli centri. In Puglia spicca Massafra, nel Trevigiano Castelfranco Veneto, nell’Alta Valtellina Tirano. “Abbiamo registrato un aumento medio del 10% dei soggiorni nel weekend”, conferma Giglio.

Hushed hobbies: attività silenziose come birdwatching e pesca conquistano i viaggiatori. Il 74% prenderebbe in considerazione il birdwatching, il 60% sceglierebbe hotel con esperienze di foraging.

Star bathing: l’arte di immergersi nel cielo notturno. Guardare le stelle diventa esperienza terapeutica che favorisce benessere e serenità.

Dal cowboycore alla blue therapy

Cowboycore: l’estetica country-western si trasforma in esperienza autentica. Ranch isolati, escursioni a cavallo, falò sotto le stelle per chi cerca autenticità e connessione con la natura.

Blue e beige therapy: il biologo Wallace J. Nichols ha coniato il termine blue mind per il benessere dalla connessione con l’acqua. Anche i paesaggi desertici offrono benefici terapeutici unici. “Abbiamo registrato un aumento del 30% delle richieste invernali in località di mare che invitano a rallentare”, dalla Riviera Ligure a Sabaudia, da Rimini a Catanzaro Lido.

Grand Gatherings: dopo anni di isolamento, cresce il desiderio di condividere esperienze con famiglie allargate e gruppi multigenerazionali. Il vero lusso diventa avere tempo da vivere insieme.

Il turismo 2026 sarà dominato dalla ricerca di autenticità, lentezza e connessione emotiva. Non più fuga dalla realtà, ma percorso di riflessione e trasformazione personale.

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