HomeCulturaGli studenti dell'Altomilanese raccontano le vittime minorenni della mafia in un libro

Gli studenti dell’Altomilanese raccontano le vittime minorenni della mafia in un libro

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Gli studenti delle scuole secondarie dell’Altomilanese hanno dato voce a 31 bambini e ragazzi uccisi dalla criminalità organizzata attraverso La mafia porta via vite innocenti. Storie di vittime minorenni raccontate dai ragazzi delle scuole, volume appena arrivato nelle librerie italiane. Il libro nasce dal progetto RicordaTela, sostenuto dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e presentato questa mattina a Rescaldina.

“Ciao, io sono Cocò e oggi vi racconterò la mia storia”. Queste le parole che aprono il racconto di Nicola “Cocò” Campolongo, bambino di 3 anni ucciso dalla ‘ndrangheta. A scriverle sono stati ragazzi che hanno scelto di farsi carico di una memoria scomoda, restituendo dignità a coetanei a cui la mafia ha tolto infanzia e futuro.

117 vittime minorenni dal 1945 a oggi

Dal 1945 a oggi in Italia la criminalità organizzata ha ucciso 117 bambini e ragazzi. Il volume racconta 31 di queste storie attraverso testi narrativi, fumetti e rielaborazioni grafiche realizzate dagli studenti. Tra le vittime Giuseppe Di Matteo, 12 anni, assassinato dopo essere stato rapito perché il padre era un collaboratore di giustizia, e Simonetta Lamberti, 11 anni, colpita in un attentato destinato al padre magistrato.

Il libro include anche la storia di Emanuela Sansone, 17 anni, uccisa nel 1896 e riconosciuta come “la prima donna vittima di mafia”. Trentuno vicende diverse per tempo e luoghi, ma unite dallo stesso destino: trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato o essere parenti di persone coinvolte in dinamiche criminali.

Sette istituti coinvolti nel progetto

Il concorso RicordaTela. Storie di mafia e ingiustizia è stato promosso dalla cooperativa sociale La Tela di Rescaldina, in collaborazione con Libera. Hanno partecipato 7 istituti: I.S. “Carlo Dell’Acqua” e Istituto “Barbara Melzi” di Legnano, I.C. “Aldo Strobino” di Cerro Maggiore, I.C.S. “Viale Legnano” di Parabiago, I.C. “E. De Amicis” di Inveruno, I.C. “Manzoni” di Rescaldina e ISIS “Cipriano Facchinetti” di Castellanza.

Gli studenti hanno ricostruito le storie partendo da archivi, fonti storiche e documenti, trasformandole in racconti e illustrazioni. Il lavoro ha permesso di riportare all’attenzione pubblica nomi e vicende dimenticate, con effetti concreti anche nei territori di origine delle vittime.

Prefazione e postfazione di prestigio

La prefazione è firmata da Alessandra Dolci, procuratrice generale della Divisione distrettuale antimafia di Milano, che smonta il falso mito secondo cui “la mafia non uccide i bambini”. “Un’affermazione smentita dai numeri e, soprattutto, dalle storie”, scrive Dolci. “Bambini uccisi per vendetta, per intimidazione, per errore, perché la violenza mafiosa non conosce codici morali né limiti”.

La postfazione è affidata a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Don Ciotti invita a leggere il libro come strumento di consapevolezza civile, sottolineando che la forza del volume sta nello sguardo dei ragazzi, capace di parlare ai coetanei e agli adulti. “La memoria, se non diventa impegno, rischia di essere solo commemorazione”, afferma.

Un bene confiscato che genera cultura

Al centro del progetto c’è La Tela, cooperativa sociale che gestisce l’Osteria Sociale La Tela, un bene confiscato alla criminalità organizzata. Oggi è ristorante, centro culturale e presidio di legalità impegnato nella promozione di giustizia e responsabilità sociale.

“Un bene strappato alla mafia può tornare a essere un bene comune solo se genera cultura, partecipazione e coscienza civile”, spiega Giovanni Arzuffi, presidente della cooperativa. “Abbiamo chiesto ai ragazzi di entrare nelle storie, farsi carico di un dolore che non li riguarda direttamente. Il risultato è andato oltre ogni aspettativa”.

Il sostegno della Bcc e il riconoscimento nazionale

Il progetto è sostenuto dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha riconosciuto nell’iniziativa una missione coerente con il proprio ruolo di banca di comunità. “Sostenere questo progetto significa investire nella coscienza civile della nostra comunità”, scrive il presidente Roberto Scazzosi. “La memoria delle vittime innocenti non è un esercizio retorico, ma un atto di responsabilità verso i giovani”.

Le prime copie del libro sono state destinate al Presidente della Repubblica, a Papa Leone XIV e all’Arcivescovo di Milano. Il Quirinale si è già interessato a una delle storie ricostruite dagli studenti, quella di Vincenzo Mulè, 15enne ucciso dalla mafia nel 1981.

Il volume è pubblicato da In Dialogo, marchio editoriale di ITL Libri. “Dietro ogni numero c’è un nome, e dietro ogni nome una storia che merita di essere ascoltata”, concludono Arzuffi e Scazzosi.

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