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Telegram, è boom truffe pagamenti: +233% in 2025

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E’ Telegram la piattaforma con la più forte crescita delle frodi con pagamenti push autorizzati (App). Nel 2025 le truffe sul social che sono state segnalate hanno rappresentato il 21% del totale, contro il 44% delle piattaforme Meta, ma il loro aumento è stato del 233% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dal quarto Consumer Security and Financial Crime Report di Revolut, che monitora le tattiche in rapida evoluzione dei truffatori a livello globale e in Italia. I dati, si legge nel rapporto, “mostrano un netto cambiamento nelle tendenze criminali, dai social network tradizionali alle piattaforme di messaggistica crittografate. Questo cambiamento rafforza l’urgente necessità di una responsabilità intersettoriale negli ecosistemi digitali e delle telecomunicazioni per proteggere i consumatori”.

Più nel dettaglio, le frodi provenienti da Telegram rappresentano un quinto delle truffe segnalate (21%). L’ambiente si è dimostrato particolarmente efficace per le frodi più complesse, con una quota del 58% di tutte le truffe di lavoro. Meta, comunque, rimane la piattaforma dominante: le piattaforme della società insieme rappresentano quasi la metà (44%) delle truffe segnalate a Revolut in tutto il mondo nel 2025. Anche TikTok è in crescita: sebbene il volume di frodi provenienti dal social rimanga relativamente basso rispetto alle piattaforme più consolidate, la percentuale di truffe che hanno origine sull’app è aumentata di 6 volte rispetto all’anno precedente. In Italia, i dati mostrano che il 34% delle truffe segnalate, valore più alto tra i Paesi europei, ha avuto origine su Telegram. In particolare, le truffe sugli acquisti sono risultate la minaccia più diffusa con il 44% di tutti i casi segnalati.

“La rapida crescita delle truffe derivanti da Telegram dimostra la rapidità con cui le tattiche criminali si adattano. Revolut elabora miliardi di datapoint per rimanere al passo con i tempi, ma la forza dell’ecosistema digitale è pari solo al suo anello più debole. Abbiamo bisogno che i social media e le piattaforme di messaggistica si facciano avanti. Proteggere gli utenti deve essere una priorità condivisa in tutto il settore, comprese le piattaforme in cui nascono queste truffe”, commenta Woody Malouf, Head of Financial Crime di Revolut.

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