HomeArteFotografiaVisioni e contrasti: interferenze urbane

Visioni e contrasti: interferenze urbane

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Interferenze urbane
Interferenze urbane 03 ©Marco Baracco

Quattro passi fuori casa. Raggiungo il limite dell’abitato per avere un angolo di visuale più ampio. Automaticamente mi trovo con le case alle spalle e un campo coltivato di fronte, oltre il guardavia. Con questo in mente, cerco di scansionare visivamente gli elementi che concorrono a formare il paesaggio e, di conseguenza, mi accorgo di forti contrasti. Vedo elementi naturali a perdita d’occhio, ma disturbati da segni nel cielo, autostrade, tralicci, cavi, rifiuti… Interferenze urbane.

Passeggiando
Interferenze urbane
Interferenze urbane 01 ©Marco Baracco

A volte sento la necessità, a fine giornata, di fermarmi ad osservare il tramonto. In questo caso esco per una passeggiata, accompagnato dalla macchina fotografica. Questo è il mio modo per creare un momento di rilassamento, entrando in contatto diretto con la campagna circostante. Cerco di assaporare la luce calda dell’ultimo sole, che pervade e calma. Contemporaneamente emerge una constatazione: ormai è sempre più difficile trovare un angolo di visuale privo di interferenze urbane. Ovunque c’è la presenza di elementi antropici, che impediscono di percepire la natura nella sua essenza. Mi trovo allora a cercare nuove inquadrature e ritagli, cercando qualche ispirazione, concentrando lo sguardo nel mirino ottico.

Interferenze urbane
Interferenze urbane 02 ©Marco Baracco
Il vetro e l’occhio

È questo, per me, uno dei passaggi più intimi della ripresa fotografica: mi piace “guardare nel vetro”. Con le fotocamere odierne si può vedere l’inquadratura attraverso uno schermo elettronico che mostra direttamente l’immagine ripresa. È questa una grande comodità, ma – non in senso assoluto – reputo un po’ “freddo” questo apparato. In altre parole, pur rappresentando l’evoluzione della tecnologia, mi sottrae le sensazioni naturali della visione che ho imparato ad apprezzare nella mia esperienza. Attraverso riflessioni e rifrazioni del  sistema “mirino-specchio-schermo di messa a fuoco-pentaprisma”, tutto mi appare più confortevole.

Dettagli

Decido infine, abbassando lo sguardo, di cercare qualcosa di più vicino e noto la presenza di dettagli che viaggiano in senso inverso. Mi accorgo che la caducità delle strutture artificiali consente alla natura di riappropriarsi del proprio spazio. L’erba spunta dove la strada si sbriciola, ogni fessura o imperfezione nelle costruzioni permette ad un seme di germogliare, ad un fiore di portare colore nel grigio del cemento. In ultima analisi, per noi è un invito a non dimenticare la comune origine del Tutto. In conclusione, è uno degli aspetti umani delle interferenze urbane.

Interferenze urbane
Interferenze urbane 04 ©Marco Baracco
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