
Non accennano a spegnersi le polemiche sulle possibilità dell’alimentazione vegana contro i tumori rinfocolati da un servizio trasmesso da Le Iene e dalle controversie sui risultati relativi a The China Study , la pubblicazione che raccoglie le esperienze del dottor Colin Campbell.
Nella puntata di mercoledì 7 Maggio, il servizio di Matteo Viviani riporta la testimonianza dell’autore convinto che le proteine animali e in particolare la caseina (presente principalmente nel latte) attivi il cancro. Non si tratta di una verità unanimemente condivisa, ma è innegabile che il numero di casi riportati sia interessante: non si tratta più di vicende isolate o di testimonianze di profani. Colin Campbell è un’istituzione in materia e il numero di pazienti esaminato è ragguardevole.
Non è la prima volta che Le Iene show affrontano la correlazione tra tumori e alimentazioni sottolineando le possibilità di un diverso approccio nutrizionale basato principalmente sull’eliminazione della carne e delle proteine animali. Aveva avuto molto seguito sul web l’intervista al signor Antonio che riportava come il tumore fosse regredito in seguito alla decisione di cambiare lo stile alimentare passando a una dieta vegana. Nel servizio, si contrapponevano le tesi della dottoressa Michela De Petris che evidenzia le possibilità legate a un particolare sistema nutrizionale e il parere dei medici che hanno assistito il signor Antonio che sottolineano il ruolo fondamentale della radioterapia che aveva ridotto considerevolmente le dimensioni del tumore.
In The China Study, viene ribadita “la limpida correlazione tra alimentazione e genesi della malattia” avvalorata da 27 anni di esperienza sul campo. La documentazione è molto dettagliata , ma la chiave sta proprio nella precisazione che si trova nella conclusione allorchè si parla di “genesi della malattia”. Infatti, i vantaggi di una dieta costituita essenzialmente da alimenti di origine vegetale nella prevenzione sono acclarati: le statistiche confemano come l’insorgenza di malattie scenda decisamente sposando questa filosofia alimentare.
Invece, i dubbi rimangono sulle possibilità terapeutiche allorchè la malattia si è già manifestata: in questi casi, un regime alimentare specifico può aiutare a non affaticare ulteriormente l’organismo, ma mancano i numeri per avanzare tesi che sostengano la possibilità di far regredire il tumore. Purtroppo, la discussione spesso si arena nei “fondamentalismi” di entrambe le parti che in un terreno così scivoloso e delicato scelgono soltanto le informazioni e gli aggiornamenti che rinforzano il proprio punto di vista. Ha destato clamore il caso di Allan Harris, un signore britannico di 78 anni che, una volta diagnosticato un cancro al colon con estese metastasi al fegato tale da far gettare la spugna ai medici, ha deciso di puntare su un cambio di alimentazione. I risultati gli hanno dato ragione, ma come detto, la scienza ha bisogna di statistiche basate su una mole di casi elevatissima per arrivare a conclusioni e vicende sporadiche possono servire solamente come incentivo a nuovi studi.