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Andrea Gioè pubblica Piramide, un EP contro la retorica mafiosa

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Andrea Gioè torna con Piramide, un EP di sei brani che affronta mafia, migrazione e identità siciliana con uno sguardo crudo e privo di retorica. L’opera, pubblicata da A.G. Production e Pirames International, raccoglie canzoni scritte tra il 2004 e il 2017, mai pubblicate prima d’ora.

Un progetto musicale contro la spettacolarizzazione del dolore

Il cantautore palermitano ha custodito questi brani per oltre un decennio, considerandoli “documenti di un tempo irrisolto”. Oggi diventano testimonianza di un artista che rifiuta di trasformare la criminalità organizzata in folklore da intrattenimento.

“Non volevo più avere paura delle mie stesse canzoni”, racconta Andrea Gioè. “Le ho scritte quando non era tempo di pubblicarle. Oggi sì. Non per una questione di ego, ma per responsabilità”.

Mafia: una denuncia senza compromessi in quattro lingue

Il brano d’apertura “Mafia” rappresenta il cuore pulsante dell’EP. Scritto in francese e siciliano, nasce come denuncia della complicità culturale che circonda il potere criminale. “Mafia c’est les larmes d’un homme obligé de quitter sa terre” canta Gioè, descrivendo l’esilio forzato di chi non può restare nella propria terra.

L’uso intrecciato di italiano, francese, inglese e siciliano testimonia una vita spesa a guadagnarsi spazio per esistere fuori dai confini geografici, senza cedere all’autoesotismo. Il verso finale in dialetto siciliano diventa sigillo morale: “Cu sì scanta rà muarti è un uamu muaittu. Cu arriesta pì com’è vivi pì siempri”.

La title-track dedicata al padre e alla memoria familiare

“Piramide”, la canzone che dà il titolo all’EP, rappresenta un dialogo intimo tra figlio e padre. Il brano attraversa malattia, lavoro e fatica di rialzarsi dopo una perdita. L’immagine della piramide simboleggia costruzione e crollo, impalcatura di vita che si sgretola e tenta di ricomporsi.

Due voci si rispondono nel brano: Paolo Gioè in palermitano e Omar Bakhit in egiziano, creando un linguaggio universale del ricordo che supera geografie e culture.

Never betray me: la musica come unico territorio di verità

La focus track “Never betray me (… Merry Christmas)”, accompagnata da videoclip presentato in anteprima su Sky TG24, esplora il legame indissolubile tra artista e strumento. Nata nel 2016 con la band francese Les Branlagats e riarrangiata da Alex Vecchietti, la canzone identifica nella musica l’unico linguaggio che non tradisce mai.

“My instrument never betrays me, you stay with me all my life” diventa manifesto artistico di chi trova nella creatività l’unico territorio affidabile quando tutto il resto vacilla.

Un percorso artistico di oltre tre decenni

Andrea Gioè è attivo dal 1994 con un catalogo che comprende oltre 370 brani, 13 album, 14 EP e 5 libri. Formatosi a Cinecittà Campus con docenti come Tosca e Fabiana Rosciglione, ha firmato colonne sonore per film premiati allo Sport Film Festival.

I suoi successi digitali testimoniano una presenza costante: “L’Eclettico” supera i 2,3 milioni di streaming, mentre “Le persone speciali” ha raggiunto oltre 12,7 milioni di visualizzazioni su TikTok. Nel 2023 “Nel cammino delle mie minchiate” ha conquistato il primo posto nella classifica Radio Airplay Indipendenti.

Una Sicilia senza cartoline né folklore

L’immaginario di Gioè resta legato alla Sicilia, trattata però senza romanticherie o stereotipi. La terra d’origine diventa punto di frizione piuttosto che rifugio nostalgico, in un momento storico in cui l’isola vive nuova esposizione mediatica tra mitizzazioni seriali e semplificazioni narrative.

“Piramide è per mio padre, ma anche per la mia terra” conclude l’artista. “Ho imparato che si può restare siciliani anche da lontano, purché non si rinunci a dire la verità”.

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