Il cambio dell’ora è alle porte e, con esso, arrivano i primi fastidi per gli occhi. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo le lancette avanzano di un’ora, portando con sé un’alterazione dei ritmi biologici che colpisce anche la salute visiva. Gli esperti di Baviera, gruppo oculistico con oltre 130 centri in cinque paesi europei, hanno stilato un decalogo di consigli per affrontare il passaggio all’ora legale senza ripercussioni per la vista.
Due italiani su tre ammettono di faticare ad adattarsi al cambio orario, e molti preferirebbero abolire definitivamente l’alternanza tra ora solare e ora legale. Il problema non riguarda solo il sonno: la riduzione del riposo notturno e l’alterazione dei cicli di luce e oscurità colpiscono direttamente gli occhi, che dipendono da questi ritmi per regolare la lubrificazione oculare, l’accomodazione visiva e il battito delle palpebre. I sintomi più comuni nei giorni successivi al cambio includono secchezza, bruciore, arrossamento e stanchezza visiva. Negli adulti durano pochi giorni, ma nei bambini e negli anziani possono protrarsi per settimane.
Sonno, luce naturale e schermi: i tre fattori chiave
Il primo consiglio degli specialisti riguarda il sonno. Anticipare gradualmente l’orario in cui ci si corica nei giorni precedenti il 29 marzo aiuta gli occhi ad adattarsi senza subire un impatto brusco sul ritmo biologico. Durante il riposo notturno, gli occhi si rigenerano e si idratano in modo naturale: un sonno insufficiente compromette la stabilità del film lacrimale e riduce la capacità di messa a fuoco.
Con l’ora legale aumentano le ore di luce pomeridiana, un vantaggio per la salute visiva se sfruttato correttamente. Trascorrere del tempo all’aperto aiuta a regolare l’orologio interno e permette ai muscoli oculari di rilassarsi, riducendo la tensione accumulata davanti agli schermi. È però fondamentale indossare occhiali da sole con protezione UV certificata, poiché l’aumento delle ore di luce comporta una maggiore esposizione alle radiazioni ultraviolette, che possono danneggiare retina e cristallino nel lungo periodo.
Sul fronte degli schermi, il consiglio è netto: evitarli almeno un’ora prima di dormire. La luce blu emessa dai dispositivi elettronici interferisce con la preparazione naturale dell’occhio all’oscurità e mantiene la vista in uno stato di allerta che ostacola il rilassamento. Gli occhi arrivano così al riposo notturno già affaticati, con conseguente aumento della secchezza al risveglio.
Idratazione, alimentazione e ambiente domestico
La stanchezza e l’uso prolungato degli schermi rallentano il battito delle palpebre, riducendo l’idratazione della superficie oculare. Gli esperti di Baviera raccomandano il cosiddetto battito consapevole: chiudere e aprire gli occhi in modo completo più volte di seguito, più volte al giorno. L’esercizio distribuisce correttamente la lacrima sulla superficie dell’occhio e allevia la tensione. In caso di secchezza persistente, le lacrime artificiali rappresentano un supporto efficace.
Anche l’alimentazione conta. Frutta e verdura ricche di vitamine e carotenoidi contribuiscono a mantenere retina e nervo ottico in buono stato, migliorando la risposta visiva alle variazioni di luce tipiche dell’orario estivo. Altrettanto fondamentale è l’idratazione: bere acqua regolarmente durante il giorno mantiene la superficie oculare lubrificata e previene la sensazione di sabbia negli occhi, sintomo frequente nei giorni di adattamento.
L’ambiente domestico gioca un ruolo spesso sottovalutato. L’aria condizionata e il riscaldamento riducono l’umidità ambientale, favorendo l’evaporazione del film lacrimale. Umidificatori, contenitori d’acqua vicino alle fonti di calore o una semplice ventilazione regolare degli ambienti aiutano a mantenere un livello adeguato di umidità. Anche la regolazione dell’illuminazione è importante: luci calde nel pomeriggio e in serata favoriscono il rilassamento visivo e prevengono i mal di testa da affaticamento.
Esercizi visivi e controlli periodici
Nei giorni successivi al cambio d’ora, alcuni semplici esercizi possono alleviare la fatica visiva. Gli specialisti di Baviera ne raccomandano quattro in particolare: alternare lo sguardo tra oggetti vicini e lontani per stimolare l’accomodazione oculare; chiudere gli occhi per qualche secondo per ridurre il sovraccarico visivo; eseguire movimenti dolci degli occhi in diverse direzioni per rilassare i muscoli; coprire delicatamente gli occhi con i palmi delle mani, senza premere, per calmare la stimolazione visiva eccessiva.
Il decalogo si chiude con un invito ai controlli periodici. Il passaggio all’ora legale può intensificare fastidi già esistenti, come la secchezza oculare o le difficoltà di messa a fuoco. Una valutazione completa permette di individuarli in tempo e ricevere raccomandazioni personalizzate.
Sergio Ares, Medico Chirurgo Oculista e Country Manager di Baviera Italia, sintetizza così la questione: Il cambio d’ora può influire sulla salute visiva alterando i ritmi biologici e aumentando l’esposizione alla luce naturale e artificiale; questo adattamento può provocare per qualche giorno fastidi come fatica oculare, secchezza, abbagliamento o difficoltà a mettere a fuoco, specialmente nelle persone sensibili o con problemi visivi pregressi. Il medico aggiunge che misure come proteggere la vista all’aperto, curare l’idratazione oculare, mantenere una corretta illuminazione ed effettuare controlli visivi periodici contribuiscono a ridurre i fastidi e a prevenire problemi a lungo termine.
Baviera è presente in Italia con una rete di centri oculistici specializzati nella correzione dei difetti visivi. Il gruppo opera da oltre 30 anni con più di 250 medici oculisti distribuiti in 130 centri in Italia, Spagna, Germania, Austria e Regno Unito.