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The Matter Loop: a Gorizia quattro artisti trasformano gli scarti industriali in opere d’arte

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Tessuti di risulta, lastre di ottone, rami di potatura e componenti elettronici dismessi diventano materia prima per quattro artisti del Friuli Venezia Giulia. Dal 28 marzo al 26 aprile 2026, The Circle di Gorizia ospita The Matter Loop – Il ciclo della materia, mostra a cura di Vincenzo Alessandria che mette in dialogo arte contemporanea ed economia circolare.

Il progetto, promosso da QuiAltrove Associazione ETS con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, nasce da una collaborazione diretta tra quattro artisti regionali e altrettante imprese del territorio: Giulia Maria Belli, Nicola Facchini, Anna Marzuttini e Kristian Sturi hanno lavorato fianco a fianco con Braida Srl SB, Postir Srl, Contea Cooperativa Sociale e Infostar Srl Group, ricevendo da ciascuna azienda materiali di scarto provenienti dai processi produttivi. Il risultato è un ciclo completo: dalla fabbrica allo studio, dallo studio alla mostra, dalla mostra di nuovo all’azienda, dove le opere torneranno al termine dell’esposizione.

La mostra si sviluppa su due spazi espositivi in via Rastello, sede di The Circle, centro di ricerca dell’associazione. L’ingresso è gratuito.

Arte e impresa: come funziona il progetto

Il percorso ha preso avvio con una fase di incontri nelle aziende partner, durante i quali gli artisti hanno potuto osservare i processi produttivi e selezionare i materiali di scarto. Nella fase successiva, la produzione artistica si è svolta in parte negli stabilimenti stessi, in parte negli studi degli artisti. La mostra rappresenta il punto di arrivo pubblico di questo dialogo, ma non la sua conclusione: al termine dell’esposizione, le opere saranno restituite alle aziende in comodato d’uso o attraverso acquisizione, continuando a vivere nei luoghi da cui i materiali provengono.

Il progetto nasce dall’idea che la materia non sia mai neutra: ogni materiale porta con sé una storia produttiva, tecnica e culturale. L’intervento artistico diventa allora uno spazio di rilettura e trasformazione, in cui ciò che era scarto può tornare a generare senso e valore, spiega il curatore Vincenzo Alessandria.

Il titolo richiama esplicitamente l’idea di ciclo continuo: produzione, utilizzo, scarto, rigenerazione. Un loop in cui la materia non scompare ma si trasforma, portando con sé la memoria dei passaggi che l’hanno attraversata.

Le quattro opere in mostra

Giulia Maria Belli lavora con gli scarti tessili di Braida Srl SB, storica realtà del Distretto della Sedia di Manzano. L’artista veneziana realizza una grande installazione composta da frammenti di stoffe cucite insieme, una superficie stratificata su cui interventi pittorici a cera velano e fissano immagini che emergono e scompaiono. Due presenze in silhouette si fronteggiano senza toccarsi: il tessuto diventa archivio di tracce e affetti, spazio mentale sospeso tra memoria e relazione.

Nicola Facchini interviene su lastre di ottone destinate allo scarto fornite da Postir Srl, carpenteria attiva dal 1966 nella lavorazione dei metalli. Con tecnica serigrafica a inchiostro nero su ottone recuperato e satinato, l’artista deposita immagini per passaggi successivi di stampa: due figure sedute a un tavolo, una natura morta con vaso di fiori. La riflessione del metallo, l’ossidazione e le discontinuità del supporto modulano la lettura, creando superfici in cui permanenza e trasformazione convivono.

Anna Marzuttini costruisce la propria installazione a partire da tronchi, rami e materiali organici provenienti dagli interventi di manutenzione del verde urbano gestiti da Contea Cooperativa Sociale. Gli elementi lignei, mantenuti nella loro condizione primaria, accolgono interventi pittorici e scultorei che seguono le tensioni naturali della materia. La struttura si articola in forme verticali, creando uno spazio frammentato e attraversabile in cui il confine tra naturale e costruito si fa poroso.

Kristian Sturi lavora con componenti elettronici dismessi forniti da Infostar Srl Group. La sua installazione si configura come una bifora contemporanea: due immagini speculari racchiuse in strutture ogivali metalliche, con dissipatori di calore e circuiti che diventano supporti iconici. Bobine di Tesla generano brevi scariche elettriche che attraversano la superficie, creando connessioni luminose tra una presenza umana e una creatura animale. La tecnologia si fa materia viva e instabile.

Gorizia, Nova Gorica e il contesto della Capitale Europea della Cultura

The Matter Loop si inserisce nel programma Arte per il pianeta di QuiAltrove ETS, dedicato al rapporto tra creatività, sostenibilità e responsabilità ambientale. La mostra si svolge a Gorizia, città che insieme a Nova Gorica condivide il titolo di Capitale Europea della Cultura, e si propone come modello operativo di collaborazione tra arte e impresa: non una riflessione teorica sulla sostenibilità, ma un processo concreto di trasformazione della materia.

Il progetto è sostenuto dal bando regionale dedicato ai progetti culturali capaci di favorire l’incontro tra mondo produttivo e creatività. Tra i partner figurano anche il Comune di Gorizia e l’Associazione Animaimpresa.

Orari e informazioni pratiche

The Matter Loop – Il ciclo della materia è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 18.00. Il sabato e la domenica l’accesso è previo appuntamento al numero +39 393 077 8726. La mostra occupa due spazi espositivi in via Rastello: The Circle si trova al civico 91 e al civico 23. Informazioni sul sito www.thematterloop.com e su quialtrove.it.

La mostra chiude domenica 26 aprile.

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