HomeCulturaLibriFilippo Roma: da inviato in tv per “Le Iene” a scrittore

Filippo Roma: da inviato in tv per “Le Iene” a scrittore

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Tutti se lo ricordano in giacca e cravatta come giornalista d’assalto per la celebre trasmissione Le Iene, in onda tuttora su Italia Uno. Ora, però, Filippo Roma sta acquisendo sempre più notorietà anche in qualità di autore di romanzi. L’ultimo, intitolato Si ami chi può (edito da Curcio), è stato presentato a Roma da Ohana, un luogo fra l’altro significativo dal momento che si tratta del primo bar bistrot antimafia in Italia.

La storia è senza dubbio di quelle che fanno riflettere affrontando il tema del perdono. Essa può anche essere inserita nel genere “on the road”, visto che tutto accade durante l’ultimo viaggio che il protagonista compie in compagnia della madre malata terminale. Emergono così in tale occasione vecchi rancori che, grazie al dialogo e all’accettazione dell’altro, si rivelano alla fine risolvibili.

Filippo ha ammesso in varie interviste di avere ferito anche lui in prima persona degli amici e di essere stato perdonato in seguito: ciò ha comportato una crescita nel rapporto con loro, che prosegue adesso in maggiore trasparenza.

Secondo Roma, almeno in Italia, si tende ancora a associare erroneamente il perdono a qualcosa a cui tende la religione cristiana, quando invece esso è un concetto che va ben oltre a un insegnamento dottrinale. Il perdono di cui si parla nel libro, infatti, è quello umano che nasce dall’empatia, dall’identificarsi con l’altro, compresi gli sbagli di quest’ultimo.

Purtroppo in un’epoca dove imperano i social network, sui quali è sempre più comune puntare il dito contro qualcuno senza dargli non solo la possibilità di difendersi ma neppure di redimersi, lo sforzarsi di mettersi nei panni altrui diventa sempre più raro.

Un’eccezione a tale tendenza negativa la fa proprio il programma Le Iene, il cui giornalismo d’inchiesta non si ferma a denunciare le malefatte commesse da vari individui poiché spesso racconta pure le motivazioni che hanno portato a compiere certe azioni, rimanendo a ogni modo neutrale senza dare alcun tipo di giudizio.

Un altro tema di spessore affrontato nel volume è la perdita di una persona cara: per Filippo non è stato facile affrontare e mettere su carta un argomento così delicato, ma  d’altra parte scriverne ha avuto su di lui un effetto catartico.

Per quanto riguarda i suoi progetti lavorativi per il futuro, Filippo ha ribadito che la scrittura, pur appassionandolo molto, rimarrà per ora una attività collaterale rispetto a quella vera e propria di inviato televisivo. Qualche idea per un prossimo romanzo, però, ha dichiarato già di tenerla in serbo, quindi probabilmente si tornerà presto a parlare di lui come narratore.

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