HomeTecnologiaNuove tecnologie e progresso: cosa cambierà nei prossimi anni

Nuove tecnologie e progresso: cosa cambierà nei prossimi anni

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Se fino a qualche anno fa la tecnologia era per gli appassionati del settore, adesso tutti stiamo iniziando a muovere i primi passi in questo ambiente. Oggi, infatti, le app riconoscono la nostra voce, i pagamenti sono in digitale e perfino i casino online si affidano agli algoritmi per gestire le loro offerte. Sembra già molto, eppure siamo solo all’inizio. Insomma, nei prossimi anni potrebbe cambiare completamente il modo in cui lavoriamo, in cui comunichiamo e anche il modo in cui prendiamo le decisioni.

L’intelligenza artificiale esce dai laboratori e diventa invisibile

L’AI non è più solo nelle chat, anzi. Sempre più spesso se ne sta dietro le quinte per migliorare le risposte dei chatbot, per smistare le pratiche e anche per migliorare la ricerca delle informazioni in azienda. Le attività ripetitive oggi vengono svolte dall’AI che può riassumere e classificare in pochi secondi. Nel 2025, il 46% del mercato AI italiano si basa sull’AI generativa, quindi parliamo di progetti che sono già in uso, non di semplici sperimentazioni. Ecco come riconoscere quando l’AI fa parte della tua quotidianità:

  • le app diventano più brave a riconoscere le immagini e i documenti,
  • le piattaforme di gioco come le slot online imparano a personalizzare i contenuti e le offerte

Connessioni e cloud: più velocità, ma soprattutto più servizi

Per far funzionare davvero l’AI, i dati e i servizi digitali serve un’infrastruttura solida. Qui entrano in gioco il 5G e il cloud che consentono di avere delle videochiamate più stabili e dei servizi che non si bloccano al primo picco di accessi. Sul 5G, ad esempio, siamo arrivati a una copertura del 99,5% della popolazione. Non significa che ovunque vada tutto alla stessa velocità, ma spiega perché sempre più applicazioni puntano sulla mobilità: teleassistenza, manutenzione da remoto, pagamenti istantanei e tracciamento lungo le filiere. Anche la Pubblica Amministrazione sta spingendo sulla modernizzazione e sull’interoperabilità. Se la PA migliora davvero lo scambio di dati tra gli enti, nei prossimi anni potremmo vedere meno richieste ripetute degli stessi documenti e più procedure che si chiudono in pochi passaggi.

Cybersecurity e competenze: il progresso inizia proprio da qui

Più servizi online significa più identità digitali da proteggere, più dati che circolano e più dipendenze dai fornitori e dalle piattaforme. Nel 2025 c’è stato un aumento netto degli attacchi, la media mensile è passata da 337 a 459, vuol dire che ci sono stati più di 15 attacchi al giorno. Quindi, la cybersecurity è una voce di budget stabile e viene anche usata come criterio per scegliere gli strumenti, i partner e perfino le modalità di lavoro, come lo smart working incluso.

Oggi, il digitale pesa davvero molto sull’economia. Nel 2024, il mercato digitale valeva 81,6 miliardi e incideva sul PIL nominale per il 3,73%. Nei prossimi anni, il divario lo farà chi riesce a trasformare questi investimenti in competenze diffuse. È importante formare le persone per fare in modo che sappiano usare bene i nuovi strumenti a disposizione.

 

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