
La stagione invernale offre una delle condizioni di luce più interessanti per la ricerca espressiva. La posizione del sole, anche nelle ore centrali del giorno, è sufficientemente bassa da produrre situazioni ad alto contrasto. Tracce utili a cercare qualcosa di diverso dal solito, per assaporare una passeggiata andando a caccia di linee e di ombre.

Continuando il percorso
Abbiamo già detto come sia difficile racchiudere la fotografia di strada in un genere definito. Anzi, sorge una domanda: perché definire? Per intenderci, abbiamo vincoli che obbligano a ricercare immagini in riferimento a motivazioni codificate? Per me la risposta è no. Una passeggiata con la macchina fotografica, a caccia di linee e di ombre, è libertà di scegliere. Le visioni di luce che attraversano gli occhi, per trasformarsi in immagini significative, hanno bisogno di tranquillità.
Esempi
Per fare qualche esempio, una ringhiera che proietta ombre lunghe sul marciapiede, staccionate in controluce, prospettive di strada, impronte sul terreno, alberi; sono spunti inviti d’attenzione a percepire che la luce disegna situazioni nuove in ogni attimo. Si tratta infatti di un contrasto esistenziale: le ombre – che non hanno consistenza materiale – interferiscono e interagiscono con le linee fisiche di strutture e superfici. Gli oggetti tridimensionali intercettano il percorso dei raggi di luce creando disegni e griglie, prospettive e intrighi di forme in variazione continua. In altre parole, massimo relax per apprezzare il momento, liberando lo sguardo a vagare spensierato; è in questo stato d’animo che, molte volte, ho trovato attimi di luce particolarmente interessanti e suggestivi.

Illusione e realtà
Non siamo abituati a considerare ciò che vediamo come un’illusione; pensiamo a ciò che i nostri occhi vedono come realtà, tuttavia è il contrario. Quando volgiamo lo sguardo verso l’ambiente che ci circonda possiamo percepire la tridimensionalità grazie alle ombre. Eppure, pur indicandole come si trattasse di oggetti veri e propri, esse non esistono fisicamente. Si tratta di una momentanea, fuggevole, effimera proiezione di effetti ottici, che variano continuamente in base alla direzione della luce. Il risultato è un continuo mutare di dimensioni e forme; si allungano, si accorciano, si allargano, girano intorno agli oggetti come evanescenti pennellate grigie.
Allenamento

Osservando una fotografia si fatica a trovare un punto di fuoco sulle ombre, perché siamo maggiormente attratti dalle forme degli oggetti e, se ve ne sono nell’inquadratura, dalle persone. Secondo questo punto di vista, andare a caccia di linee e di ombre vuol dire semplicemente concedere a noi stessi l’immersione, anche per un solo istante, in atmosfere più profonde dell’ordinario. Niente di nuovo, è così da sempre, ma l’esercizio serve come allenamento alla percezione.