Quello era un posto di Sonia M. Laezza è la toccante storia di Valentina, una donna che attraversa un lungo processo di ascolto di sé e delle parti più ostiche della propria emotività. L’immagine del Lupo – il termine con cui ella rappresenta materialmente la sua depressione – non vuole però simboleggiare un antagonista, bensì una presenza radicata nel suo essere che richiede attenzione, cura e un linguaggio consono attraverso cui manifestarsi.
La narrazione si muove tra due linee temporali che si osservano a breve distanza: da un lato, la Valentina adulta che siede sulle tribune di una piscina, intenta a guardare la figlia nuotare; dall’altro, la giovane madre di oltre dieci anni prima, immersa in un periodo segnato da due gravidanze ravvicinate e da un senso di spaesamento crescente. L’autrice utilizza questo parallelismo per mettere in rilievo come l’identità materna non si formi in modo lineare, ma attraverso tentativi, cadute, esitazioni e bilanciamenti.
A emergere, nelle parti dedicate alla giovane Valentina, è un quotidiano che si incrina senza mai dichiarare apertamente il punto di rottura: il corpo che cambia rapidamente, il rapporto con il compagno in cui complicità e fatica convivono, il giudizio familiare che si insinua nei momenti più vulnerabili, e soprattutto la costante percezione di non essere all’altezza delle aspettative. L’autrice non ricorre a descrizioni drammatiche ma preferisce affidarsi a gesti minimi, allo sfinimento che si accumula lentamente, alle pause tra una frase e l’altra. È in questa sottrazione che si manifesta il Lupo, una forma di tristezza che si addensa gradualmente fino a diventare una parte stabile della scena.
Il percorso di Valentina non si fonda su un mutamento risolutivo; la terapia, rappresentata dall’incontro con “l’uomo con la barba”, costituisce soprattutto uno spazio neutro in cui la protagonista può finalmente riconoscere ciò che fino ad allora aveva tentato di mascherare. Il terapeuta non agisce come una figura salvifica ma come una presenza rassicurante che permette di mostrare un cambiamento più realistico: quello relativo all’imparare a convivere con le proprie fragilità, senza annullarle o demonizzarle.
“Quello era un posto” ha il pregio di non trattare la maternità come una parentesi univocamente luminosa ma come un’esperienza complessa, e talvolta dolorosa; è una condizione totalizzante in cui amore e smarrimento coesistono, e dove l’identità personale rischia di diluirsi. Sonia M. Laezza mostra il percorso di sopravvivenza di Valentina concentrandosi soprattutto sulla sua scelta di riconoscere un luogo interiore da cui ripartire: uno spazio in cui la protagonista smette di difendersi da sé stessa, e si accoglie nelle sue luci e nelle sue ombre.
Casa Editrice: Morellini Editore
Collana: Varianti
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 216
Prezzo: 18,00 €
Codice ISBN: 979-1255272397
Contatti
https://www.instagram.com/sonia_laezza/
https://www.morellinieditore.it/books/quello-era-un-posto/
https://www.amazon.it/Quello-posto-Sonia-Maria-Laezza/dp/B0DHFLQFQY/