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“Tre Donne sul Garda”: il romanzo appassionante ai tempi del fascismo di Giuseppina Mellace

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Di recente la PAV edizioni ha pubblicato un libro davvero interessante, opera dell’autrice Giuseppina Mellace. Non si tratta infatti dell’ennesimo romanzo storico, ma di un “affresco umano” incentrato sull’amicizia e sul carattere di tre ragazze: Clara, Mariuccia e Adelina.

La prima delle tre, conosciuta soprattutto come Claretta, è passata alla storia per essere stata l’amante più famosa di Benito Mussolini e per aver scelto volontariamente di morire giustiziata assieme a lui. I suoi resti si trovano tuttora al Cimitero Monumentale del Verano di Roma, all’interno di una maestosa tomba ricoperta di rose.

In Tre Donne sul Garda, però, viene fuori un ritratto inedito della giovane, poiché descritta nella sua semplicità quotidiana, nonché nella propria fragilità. Mellace appunto sottolinea il fatto che Claretta fosse una grande sognatrice, innamoratissima del concetto dell’amore e non solo del Duce in sé. Ella amava molto scrivere, e proprio dai suoi diari emerge una figura femminile molto coerente con le sue idee e principi, a cui è rimasta fedele fino alla morte.

Il Lago di Garda fa da sfondo all’ultimo periodo di vita della donna, passato rinchiusa come un uccello in una gabbia dorata a Villa Fiordaliso: tale dimora le fu riservata dallo stesso Mussolini all’epoca della Repubblica di Salò, in modo che egli potesse vederla ogni volta che lo desiderava.

In un simile contesto, Claretta ebbe almeno l’occasione di conoscere e stringere amicizia con Mariuccia e Adelina. Queste figure sono esistite veramente, sebbene le notizie rimaste ai posteri su di loro siano molto vaghe: di conseguenza, nel volume eventi storici reali si mischiano con altre situazioni di invenzione narrativa. Quello che si sa per certo è che Mariuccia fosse una cameriera dall’aspetto semplice e popolano, mentre Adelina una figlia di emigranti del Sud Italia che avevano cercato fortuna in Lombardia.

La forza del romanzo sta proprio nel riportare i piccoli gesti compiuti dalle tre nella vita di tutti i giorni, i quali le rendono delle eroine vive e realistiche (es. la vergogna di Adelina per le toppe sul proprio vestito, Mariuccia che deve andare a ritirare la razione di salumi con il buono n. 200, i ricordi delle gite a Castelporziano di Claretta che si divertiva a raccogliere conchiglie, ecc..).

Proprio per queste descrizioni di vita comune, Tre Donne sul Garda non parla solo del passato e di ciò che è accaduto in Nord Italia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, ma pure di ciò che il nostro popolo è oggi: una nazione ancora alle prese con divisioni interne, memorie scomode e verità nascoste.

Il romanzo insomma è da leggere tutto d’un fiato e lascia senz’altro nel lettore emozioni che rimangono impresse nel cuore. Per coloro che hanno in programma di andare alla fiera Più Libri Più Liberi (dal 4 all’8 dicembre presso il centro congressi La Nuvola di Roma), potranno sicuramente trovare e acquistare il volume presso lo stand di PAV edizioni (www.pavedizioni.it).

 

 

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