HomeCulturaArteCortina di Stelle: l'arte multisensoriale di Fulvio Morella conquista le Dolomiti

Cortina di Stelle: l’arte multisensoriale di Fulvio Morella conquista le Dolomiti

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Lalfabeto ideato da Morella trasforma i cieli notturni in rebus visivi e tattili accessibili solo a chi conosce il linguaggio braille

Il Lagazuoi Expo Dolomiti, situato a 2.732 metri di altitudine nel cuore delle Dolomiti, ospita da oggi fino al 5 aprile 2026 “Cortina di Stelle”, la mostra di Fulvio Morella che celebra l’incontro tra arte multisensoriale, sport e inclusione in vista delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026. L’esposizione, curata da Sabino Maria Frassà, rappresenta il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” e rientra nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

La mostra trasforma uno degli spazi espositivi più alti d’Europa in un laboratorio di sperimentazione artistica, dove il braille diventa linguaggio estetico e strumento per abbattere barriere percettive. Con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico e di INJA “Louis Braille”, l’iniziativa coinvolge testimonial d’eccezione come Renè de Silvestro (portabandiera dell’Italia Paralimpica a Milano Cortina 2026), Moreno Pesce e Francesca Porcellato.

Un percorso espositivo che ridefinisce i confini dell’arte

Il percorso espositivo intreccia 36 opere d’arte e cimeli storici, articolandosi in tre cicli principali che esplorano la multisensorialità come chiave di lettura universale. L’arte multisensoriale di Morella si inserisce in un panorama artistico contemporaneo sempre più attento all’inclusività, anticipando tendenze che vedranno nelle Paralimpiadi 2026 un momento di massima visibilità.

Il primo ciclo, denominato Blind Wood, presenta quadri-scultura in legno, metallo e scritte in braille che riproducono monumenti celebri visti dall’alto: dal tempio di Delfi all’Arena di Verona, passando per il Pantheon di Roma. Le suggestioni dell’artista, tradotte in braille, guidano i visitatori alla scoperta del significato profondo delle opere, dimostrando come la percezione individuale sia sempre parziale e limitata.

Braille Stellato: quando l’alfabeto tattile diventa costellazione

Cortina di Stelle con le opere Braillight e LUDI Fulvio Morella

Il secondo nucleo espositivo, Braille Stellato, trasforma i punti del braille in corpi celesti e costellazioni da leggere con le dita. Questa serie, ideata per celebrare il bicentenario dell’alfabeto braille, crea un cielo stellato con massime di San Francesco, Jung e Saint-Exupéry. L’alfabeto ideato da Morella trasforma i cieli notturni in rebus visivi e tattili, accessibili solo a chi conosce il linguaggio braille.

Particolarmente suggestiva è “La Pupilla di Bach”, che racchiude il messaggio “La perfezione non ha limiti” tratto da “Il Gabbiano di Jonathan Livingstone”. Le stelle di Morella risultano criptiche per chi ignora l’alfabeto braille ma perfettamente leggibili per chi lo padroneggia, creando un nuovo linguaggio estetico inclusivo.

Braillight: sculture luminose tra innovazione e tradizione

Il ciclo Braillight completa l’esperienza espositiva con sculture luminose in acciaio e legno di amaranto che utilizzano il braille come fonte di luce. Queste opere, presentate nel 2024 in Engadina, arrivano a Cortina d’Ampezzo arricchite dalle nuove creazioni della serie “Eclissi”, dove metallo e luce si inseguono evocando il fenomeno astronomico.

L’installazione ad alta quota sfrutta la particolare qualità della luce montana: Braillight non abbaglia ma orienta, come la stella Polare o la voce della guida accanto all’atleta ipovedente. È la tridimensionalità del braille che evolve dalla costellazione tattile alla forma scultorea luminosa.

Cimeli olimpici e memoria sportiva

La mostra ospita anche preziosi cimeli provenienti dal Museo dello Sport e dell’Olimpismo della Repubblica di San Marino, tra cui la torcia delle Olimpiadi estive di Roma 1960 e quella delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Questi oggetti storici dialogano con l’arte contemporanea di Morella, creando un ponte temporale tra passato e futuro dello sport paralimpico.

“Che cos’è una cortina?” si chiede il curatore Sabino Maria Frassà. “In italiano è velo o tenda: separa e protegge, ma può anche nascondere. La mostra sceglie di stare qui per sollevare il velo e accompagnare lo sguardo in quota fino a ‘sfiorare le stelle'”. Il progetto dimostra come l’infinito esteriore coincida con quello interiore quando la comunità diventa strumento reciproco di comprensione.

Un’esperienza artistica tra cielo e terra

Stefano Illing, ideatore del Lagazuoi Expo Dolomiti, sottolinea l’importanza di portare l’arte a 2.732 metri di altezza: “Siamo onorati di accogliere nei nostri spazi l’arte di Fulvio Morella, un progetto che unisce arte, sport e inclusione invitandoci a superare i limiti che noi stessi ci poniamo, proprio come chi affronta una montagna”.

La mostra è visitabile tutti i giorni negli orari di apertura della Funivia Lagazuoi (9.00-17.00) e rappresenta un’occasione unica per sperimentare come l’arte multisensoriale possa trasformare la percezione dello spazio alpino. In un momento storico in cui l’inclusività diventa centrale nel dibattito culturale e sportivo, “Cortina di Stelle” offre una riflessione profonda sui limiti come costruzioni mentali da superare attraverso la condivisione e la comprensione reciproca.

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