Nel quarantesimo anniversario della sua prima personale, l’artista Roberto Floreani presenta Soglie: Tempo del prima – Tempo del poi, un progetto che esplora il confine tra creazione e spiritualità. La mostra, che si terrà al Museo Diocesano di Vicenza dall’8 marzo all’8 giugno 2025, raccoglie oltre 60 opere, tra cui installazioni inedite e lavori che raccontano l’evoluzione della sua ricerca artistica.
Un viaggio tra tempo e spiritualità
Il concetto di soglia è al centro della mostra, inteso come confine tra l’idea e la sua realizzazione, tra passato e futuro. Floreani sottolinea come il titolo della mostra rifletta questa transizione, un tema che trova eco nella riflessione filosofica e teologica, con un riferimento esplicito al Giubileo 2025.
Le opere esposte includono le serie Costellazioni, Lunari e Ritmati, realizzate negli ultimi cinque anni. Particolarmente significativa è l’installazione di 21 opere, un work in progress iniziato nel 2013 e arricchito nel tempo con nuove evoluzioni, presentato in sedi prestigiose come Palazzo Te, la Gran Guardia di Verona e i Musei Civici di Padova.
L’astrazione come resistenza al materialismo
Floreani, considerato uno dei massimi esponenti italiani dell’arte astratta, vede nell’astrazione un antidoto alla superficialità contemporanea. “L’opera può contenere un messaggio spirituale”, afferma l’artista, sottolineando come la pittura astratta sia sempre stata legata a una dimensione interiore, dall’esoterismo di Kandinskij alla filosofia di Mondrian.
La serie Soglie è caratterizzata da una tecnica pittorica complessa, con stratificazioni fino a 30 livelli, che conferiscono profondità e matericità alle opere. Il rigore geometrico delle composizioni richiama la tradizione dell’astrattismo italiano, iniziata nel 1912 con le Compenetrazioni iridescenti di Giacomo Balla. Un dialogo che si estende fino a Josef Albers, con le Soglie interpretate come una prosecuzione della sua ricerca sulle forme e i colori.
Un’esperienza immersiva tra arte e filosofia
La mostra si propone come un’esperienza di introspezione, in cui il visitatore è invitato a esplorare il concetto di soglia non solo come spazio fisico, ma anche come possibilità di cambiamento. “Ogni artista dipinge per sé stesso”, afferma Floreani, “ma l’astrazione consente a ogni osservatore di trovare il proprio significato, in un dialogo intimo con l’opera”.
Curata da monsignor Francesco Gasparini e sostenuta da Fondazione Giuseppe Roi, la mostra si avvale del patrocinio di importanti istituzioni culturali, tra cui la Provincia e la Città di Vicenza, il Festival Biblico e l’Accademia Olimpica. Un evento che celebra non solo la carriera dell’artista, ma anche il potere dell’arte astratta di superare i confini del tempo e della percezione.