
Questo dipinto, Sugaring off di Grandma Moses , è stato battuto all’asta per 1, 2 milioni di dollari nel 2006 ed è considerato uno dei capolavori tra i paesaggi primitivi americani. E’ stato realizzato nel 1943 ed è uno dei primi quadri di Grandma Moses. La vera scoperta è che all’epoca, l’artista aveva 83 anni e si era decisa a dedicarsi a tempo pieno alla propria passione quando ne aveva 76. L’amore per la pittura, in realtà, era pressoché innato e da ragazzina aveva espresso ai genitori il proprio sogno. Respinta con perdite: come si può pensare di vivere disegnando e colorando? Molto meglio “sistemarsi”, accasarsi e lavorare in fattoria. Per fortuna o purtroppo, Anna Mary – Grandma è il soprannome artistico – ha chinato il capo accettando l’indicazione familiare. Una vita intera a dividersi tra duro lavoro nei campi e bambini da accudire al ritorno a casa. L’estro era limitato a tinteggiare le mura dell’abitazione e a fare ritratti di amici e parenti per diletto. Finché a 76 anni si è ritrovata vedova, troppo vecchia per lavorare nei campi e con i figli ormai grandi e indipendenti. E soprattutto si è sentita triste e sola. Finché la sorella provvidenzialmente le ha cambiato prospettiva aprendole le porte per una seconda vita: “Non hai più da accudire i figli e il marito? Non hai più le forze per dannarti nei campi per pochi spiccioli? Perfetto, hai tutto il tempo per dipingere. E se non ora, quando?!?”. Da quel momento l’anziana dedita a famiglia e fattoria si trasforma in Grandma Moses: va nel negozio del paese a comprare tela e pennelli professionali e comincia a liberare un genio represso per oltre mezzo secolo. I suoi primi quadri vengono “esposti” nella vetrina di un negozio di periferia: prezzo variabile dai 2 ai 5 dollari. Finché arriva la seconda sliding doors: un signore passa in macchina davanti alla vetrina, inchioda alla vista delle tele, entra di scatto e compra tutte le sue opere. Le porta a chi di dovere ed immediatamente entrano nella sezione Contemporary Unknown American Painters del Museum of Modern Art di New York. Da lì seguono le copertine su Life, le interviste in radio e sui giornali e una fama che non la abbandonerà più. Ma soprattutto la gioia di sentirsi realizzata facendo ciò che sognava di fare. E quando uno vive con gioia, vive meglio. E più a lungo. Dipingerà sino all’ultimo giorno, 13 Dicembre 1961: aveva 101 anni. Lascia in eredità le proprie opere e l’energia della propria storia. I sogni dei bambini non muoiono mai: vengono raccolti dagli stessi bambini quando diventano adulti (talvolta quando sono ormai anziani) per essere tramandati a ai bambini delle generazioni future.