HomeCulturaArteLa Tebaide ritrovata: rinasce il capolavoro trecentesco di Lippo Vanni a Siena

La Tebaide ritrovata: rinasce il capolavoro trecentesco di Lippo Vanni a Siena

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Un tesoro nascosto per oltre sei secoli torna finalmente a splendere nel cuore di Siena. Dal 7 novembre 2025, il pubblico potrà ammirare la “Tebaide”, straordinario ciclo di affreschi trecenteschi attribuito a Lippo Vanni, dopo il completamento di un complesso intervento di restauro presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala.

Il capolavoro pittorico, databile ai primi anni Quaranta del Trecento, decora l’antico locale di accesso della Compagnia dei Disciplinati, oggi sede storica della Società di Esecutori di Pie Disposizioni che ha promosso e realizzato l’ambizioso progetto di recupero.

Una scoperta archeologica straordinaria durata oltre vent’anni

La riscoperta di questo patrimonio artistico ha radici lontane. Nel 1999, durante i lavori di recupero dell’Ospedale condotti dall’architetto Guido Canali, emersero le prime tracce dei dipinti murali. Solo alcuni anni dopo, grazie alla rimozione di un controsoffitto, gran parte degli affreschi venne portata alla luce, sebbene ancora nascosta sotto diversi strati di imbiancature a calce.

L’eccezionale ritrovamento fu documentato per la prima volta da Alessandro Bagnoli nel 2001, che seguì le fasi di questa parziale scopertura. Tuttavia, è stato necessario attendere il 2021 per vedere l’inizio del restauro completo, reso possibile dal generoso contributo finanziario di Robert Cope, presidente della Fondazione Vaseppi.

Un viaggio spirituale nel deserto di Tebe d’Egitto

Il ciclo pittorico trasporta il visitatore nel suggestivo deserto di Tebe d’Egitto, dove si snodano episodi della vita quotidiana degli eremiti e le storie dei primi Santi Padri. Tra i protagonisti delle scene, realizzate prevalentemente a monocromo in ocra rossa, spiccano figure leggendarie come san Paolo Eremita, sant’Antonio Abate e san Girolamo.

Le narrazioni traggono ispirazione dalle “Vite dei santi Padri”, opera tradotta in volgare intorno al 1330 dal pisano fra’ Domenico Cavalca. Le scene, pur prive di una sequenza narrativa rigida, fungevano da exempla virtutis per i confratelli che si preparavano ai riti penitenziali nell’attiguo oratorio.

Un capolavoro unico nel panorama trecentesco senese

L’impianto iconografico degli affreschi si distingue per raffinatezza e originalità, inserendosi perfettamente nel contesto spirituale dell’ambiente che li ospita. La rarità del soggetto e la straordinaria qualità esecutiva delle scene fanno di questa “Tebaide” uno dei capolavori assoluti del Trecento senese.

Gli esperti considerano questa scoperta tra le più importanti degli ultimi decenni nel campo dell’arte medievale italiana. L’opera di Lippo Vanni rappresenta infatti una testimonianza preziosa della spiritualità e dell’arte senese del XIV secolo, periodo di massimo splendore per la scuola pittorica locale.

Apertura al pubblico e nuovi percorsi di visita

La presentazione ufficiale del restauro si terrà giovedì 6 novembre alle ore 16.00 presso la Sala Sant’Ansano del Complesso Museale Santa Maria della Scala. L’evento sarà seguito da visite guidate su prenotazione, che permetteranno di apprezzare nel dettaglio la complessità dell’intervento di recupero.

Dal giorno successivo, il ciclo di affreschi della “Tebaide” entrerà a far parte del percorso permanente di visita al complesso museale, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale di uno dei siti più significativi del patrimonio artistico senese. I visitatori potranno così immergersi in un’esperienza unica, scoprendo un capolavoro che coniuga eccellenza artistica e profondità spirituale.

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