Giorgio Vasari arriva ai Musei Capitolini. Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, Palazzo Caffarelli ospita Vasari e Roma, mostra che ricostruisce il legame tra il maestro aretino e la città dei papi attraverso oltre 70 opere tra dipinti, disegni, stampe, incisioni, lettere, medaglie e sculture.
Il percorso espositivo segue la cronologia dei soggiorni romani di Vasari (1511–1574), pittore, architetto e autore delle celebri Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori. Roma fu per lui molto più di una tappa: fu la prima officina creativa, il luogo dove si formò a contatto con l’arte antica, con le Stanze di Raffaello e con la Cappella Sistina, e dove costruì le relazioni che avrebbero segnato l’intera sua carriera.
Vasari a Roma: dalla formazione ai grandi cantieri vaticani
Il racconto prende avvio dal gennaio 1532, quando il giovane Vasari giunse a Roma al seguito del cardinale Ippolito de’ Medici. Trovò una città ancora segnata dalle ferite del Sacco del 1527, ma animata da una vitalità culturale straordinaria. Qui si confrontò con i grandi modelli della modernità — Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti su tutti — e strinse legami con personalità come il banchiere fiorentino Bindo Altoviti e il collezionista Paolo Giovio, che lo introdussero nei circoli più influenti della capitale pontificia.
La mostra è articolata in quattro sezioni cronologiche. La prima copre i soggiorni del 1532 e del 1538, dedicati allo studio dell’antico e di Raffaello. La seconda si concentra sugli anni alla corte del cardinale Alessandro Farnese (1542–1546), con la celebre Sala dei Cento Giorni e il cantiere delle Vite. La terza sezione affronta il rapporto con Michelangelo e i lavori per papa Giulio III (1550–1555). La quarta e ultima sezione è dedicata ai lavori in Vaticano sotto Pio V, culminati nella decorazione della Sala Regia nel 1572, realizzata con Lorenzo Sabatini e Denijs Calvaert: un’impresa per la quale il papa gli conferì l’onorificenza dello spron d’oro.
Le opere in mostra: sedici autografi e prestiti internazionali

Tra le 70 opere esposte figurano 16 autografi e 7 disegni. Spiccano la Resurrezione realizzata con Raffaellino del Colle (1545 ca., Museo e Real Bosco di Capodimonte) e la Resurrezione di Cristo del 1550 dalla Pinacoteca Nazionale di Siena. Dal Monastero di Camaldoli, nel Casentino, arrivano due capolavori: la Natività del 1538, nota come Notte di Camaldoli, opera giovanile dipinta alla fiamminga, e l’Orazione nell’Orto del 1571, testimonianza della fase conclusiva della carriera. Chiude il percorso l’Annunciazione (1570–1571) proveniente dal Móra Ferenc Múzeum di Szeged, in Ungheria, un tempo nella Cappella di San Michele in Vaticano.
I prestiti arrivano da istituzioni italiane e internazionali di primo piano: le Gallerie degli Uffizi, la Biblioteca Apostolica Vaticana, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini, la Pinacoteca Nazionale di Bologna e numerose altre sedi tra Arezzo, Firenze e Roma.
La curatela e le voci della mostra
La mostra è curata da Alessandra Baroni, che ha firmato anche il catalogo edito da Gangemi. L’esposizione è promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata con MetaMorfosi Eventi in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Senza il ruolo di Giorgio Vasari, come artista e primo storico dell’arte moderna, non avremmo avuto la Roma rinascimentale che conosciamo. Questa esposizione è un omaggio e una testimonianza preziosa per tutte le cittadine e i cittadini, afferma Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale.
Pietro Folena, presidente di MetaMorfosi, ricorda come molte delle mostre precedenti ai Capitolini — da Leonardo a Raffaello, da Michelangelo a Parmigianino — avessero nelle Vite vasariane il loro primo riferimento culturale. Non poteva quindi mancare questo appuntamento, sottolinea.
Audioguide e percorso accessibile
La mostra include approfondimenti audiovisivi sui luoghi vasariani a Roma. Sono disponibili due audioguide: una standard e una dedicata al percorso accessibile, integrata da tavole tattili con audiodescrizione.
Vasari e Roma è aperta fino al 19 luglio 2026 a Palazzo Caffarelli, sede espositiva dei Musei Capitolini.