Il castello Falletti di Barolo si prepara a ospitare un evento che segnerà la storia dell’enoturismo internazionale. Dal 21 al 23 novembre, il WiMu – Museo del Vino celebra i suoi primi quindici anni con ENO7 del Turismo, una manifestazione che riunirà sette grandi destinazioni vinicole mondiali per definire il futuro del settore.
Con oltre 60.000 visitatori all’anno, il museo inaugurato nel 2010 è diventato un modello di riferimento per la valorizzazione culturale del vino. L’evento vedrà confrontarsi esperti provenienti da Langhe, Toscana, Trentino, Sicilia, Champagne, Borgogna e Napa Valley.
La nascita di un modello culturale innovativo
Progettato dall’architetto François Confino, il WiMu ha rivoluzionato l’approccio museale al mondo del vino. Il museo trasforma la degustazione in un’esperienza sensoriale ed emotiva, integrando storia, arte e paesaggio in un percorso narrativo unico.
La gestione affidata alla Barolo & Castles Foundation rappresenta un caso virtuoso di sostenibilità culturale. La fondazione coordina quattro castelli attraverso un modello autofinanziato che reinveste ogni ricavo nel territorio, consolidando l’equilibrio tra sviluppo economico e identità locale.
Programma ricco di appuntamenti specialistici
Venerdì 21 novembre alle 15.30 si aprirà il confronto sui temi dell’innovazione di prodotto e del posizionamento territoriale. Gli addetti ai lavori discuteranno delle strategie di marketing e delle evoluzioni del mercato enoturistico.
Il sabato vedrà protagoniste le sette destinazioni nel workshop internazionale a partire dalle 10.00. Parallelamente, il museo ospiterà cinque esperienze innovative che combinano la degustazione di Barolo DOCG con esplorazioni culturali attraverso linguaggio, musica, arte e filosofia.
La collaborazione con l’Ente Fiera di Alba porterà nel castello l’incontro tra Barolo e tartufo bianco d’Alba. Lo chef Fulvio Siccardi proporrà il suo celebre “Uovo in Gabbia” con lamellate di Tuber magnatum Picco dalle 11.00 alle 17.00.
La carta di Barolo come manifesto del futuro
L’evento culminerà domenica 23 novembre con i banchi di assaggio all’Enoteca Regionale, dove ogni territorio presenterà un vino simbolo della propria identità. La manifestazione produrrà la Carta di Barolo dell’Enoturismo, documento internazionale che stabilirà i principi di sostenibilità, autenticità e innovazione per il settore.
“Quindici anni di WiMu testimoniano una visione costruita nel tempo grazie alla fiducia del territorio”, dichiara Liliana Allena, presidente della Barolo & Castles Foundation. “La nostra fondazione mantiene l’equilibrio economico attraverso l’autofinanziamento, una rarità nel panorama culturale.”
Riconoscimenti internazionali per il Piemonte
Il timing dell’evento non è casuale. Lo scorso maggio ai Wine Travel Awards di Londra, il Piemonte è stato proclamato ‘Regione dell’anno’ 2025, la migliore destinazione enoturistica mondiale secondo la guida di riferimento Wine Travel.
“Per il Piemonte è un’opportunità importante riunire le sette regioni mondiali dell’enoturismo al WiMu”, affermano Alberto Cirio, Paolo Bongioanni e Marina Chiarelli della Regione Piemonte. “Il museo rappresenta una meta imprescindibile nel paesaggio vitivinicolo Patrimonio Unesco di Langhe, Roero e Monferrato.”
Il sindaco di Barolo Fulvio Mazzocchi sottolinea come “oltre 60.000 visitatori paganti ogni anno garantiscano la gestione del museo attraverso la fondazione. È la prova che la cultura autentica può essere sostenibile e generare valore per il territorio.”
L’evento si inserisce nella strategia regionale di espansione verso nuovi mercati, incluso quello giapponese recentemente esplorato durante l’Expo di Osaka. Le esperienze saranno acquistabili sul sito winearound.com e l’iniziativa sarà accompagnata da un press tour internazionale in collaborazione con Visit Piemonte.